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MONDO

Spagna, lo spionaggio di Franco negli archivi desecretati

I documenti illustrano come il franchismo vigilava dalla corrispondenza delle reclute fino a Papa Giovanni

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Gli archivi segreti militari spagnoli, desecretati di recente dal governo di Madrid, hanno messo in luce decenni di spionaggio della dittatura di Franco, ai danni di chiunque fosse ritenuto un potenziale nemico del regime.   

Intercettazioni ambientali, intrusioni nella corrispondenza, ascolto delle radio straniere, persino il controllo di familiari delle vittime della repressione in visita alle fosse comuni.

Secondo El Pais, che ha spulciato oltre 1000 faldoni di documenti segreti della cosiddetta Seconda Sezione Bis dello Stato maggiore centrale dell'Esercito di Franco, custoditi nell'Archivio Militare Generale di Avila, nessuno sfuggiva alla vigilanza: dagli studenti universitari, agli esuli repubblicani fino a Papa Giovanni XXIII.   

Il 24 giugno del 1959, il ministro dell'Esercito, Antonio Barroso, ordinò - rivela il quotidiano spagnolo - di verificare la notizia secondo cui "Sua Santità Papa Giovanni XXIII non vede con simpatia l'attuale regime di Spagna e specificarne la fonte". La Seconda Bis non dovette indagare a lungo, sottolinea El Pais. Solo otto mesi prima, infatti, l'ambasciatore di Franco in Vaticano aveva telegrafato con un certo sollievo: "Allontanato il pericolo Roncalli", ritenendo che la candidatura del futuro Papa non avesse i numeri necessari al Conclave. Ma si sbagliò.
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