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SCIENZA

Atterraggio in California

Spazio, il "minishuttle segreto" statunitense X-37B torna sulla Terra

Concluso con successo il terzo volo di test: una missione record di 672 giorni in orbita. Ha permesso di testare nuove tecnologie, delle quali però non si sa nulla

Il veicolo orbitale X-37B (Lapresse)
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Vanderberg (California) Era partito l’11 dicembre 2012, è tornato sulla Terra dopo 672 giorni nello spazio. Il veicolo di rientro americano X-37B, il "minishuttle segreto” statunitense, ha completato il suo terzo volo con un atterraggio effettuato presso la base dell'US Air Force di Vanderberg, in California.

Tecnologie coperte da segreto 
X-37B è un veicolo orbitale senza pilota, con capacità di rientro ed atterraggio di precisione su pista, simile allo Space Shuttle. È lungo quasi nove metri e ha un’apertura alare di 4,5 metri. Il programma in cui è coinvolto è stato sviluppato per l'aeronautica americana e coinvolge la Defence Anvanced Research Projects Agency (DARPA), la Nasa e Boeing, prime contractor del programma. Fonti militari statunitensi hanno dichiarato che il volo ha permesso di testare nuove tecnologie, la cui natura è però coperta da segreto.

Primo lancio nel 2010 
Sono due i veicoli esistenti al momento: OTV-1 e OTV-2 (la sigla OTV sta per Orbital Test Vehicle). Il primo veicolo, OTV-1 è stato lanciato nel 2010, con l'obiettivo di dimostrare la capacità di condurre operazioni di lunga durata e di aiutare gli scienziati a capire gli effetti di una prolungata permanenza nello spazio sulle componenti del sistema, come struttura e payload. Il successo del primo volo ha incluso raggiungimento dell'orbita, de-orbiting e rientro sulla Terra. Il secondo veicolo, OTV-2, è stato lanciato invece nel 2011 atterrando, dopo 469 giorni di missione. Il terzo volo effettuato, che ha visto protagonista di nuovo OTV-1, era decollato l'11 dicembre 2012 da Cape Canaveral.
 
L'astronauta Vittori: "In futuro sistemi simili sempre più importanti"
"Non è difficile immaginare che il futuro del trasporto sia destinato a passare rapidamente dalla fascia aeronautica a quella aerospaziale - ha commentato sul sito dell'Agenzia Spaziale Italiana l'astronauta italiano Roberto Vittori - e quindi sia destinato a dipendere in maniera sempre più evidente da sistemi in grado di operare nello spazio e nella fascia aerospaziale, per poi fare ritorno di precisione a terra".

Progetti simili anche per l'Esa 
L'interesse per progetti simili a X-37B è molto vivo anche nel nostro continente. L'imminente lancio di IXV, un veicolo di rientro atmosferico dell'Agenzia spaziale europea, in cui l'Italia, attraverso l'Asi, partecipa con un contributo determinante, rappresenta un primo passo per la costruzione dei sistemi di rientro futuri e per l'approvvigionamento degli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.
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