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ITALIA

Il caso

Stamina, i Nas sequestrano attrezzature agli Spedali Civili di Brescia

Disposto dal Gip di Torino su richiesta del pm Raffaele Guariniello al fine di impedire la prosecuzione di un'attività ritenuta illecita. Stop alle cure per Noemi

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Brescia I carabinieri del Nas di Torino hanno sequestrato le attrezzature e i materiali relativi alla sperimentazione del metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia.

Sequestro preventivo
Si tratta di un sequestro preventivo disposto dal gip di Torino su richiesta del pm Raffaele Guariniello, titolare dell'inchiesta che vede indagato Davide Vannoni, ideatore del metodo, e altre persone (tra cui Ermanna Derelli, ex direttrice sanitaria degli Spedali civili): il fine del sequestro è impedire la prosecuzione di un'attività ritenuta illecita.

L'inchiesta
Nell'ambito dell'inchiesta sul metodo Stamina il pm Raffaele Guariniello aveva chiesto il rinvio a giudizio per il fondatore, Davide Vannoni, e altri 12 indagati. Associazione a delinquere e truffa le accuse principali mosse dalla procura contro il guru di Stamina. Per tutti i 13 indagati l'udienza preliminare si aprirà il prossimo 4 novembre a Torino.

Stop alle cure per Noemi
"Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Belleri ha telefonato personalmente al papà di Noemi per avvisare che non sarà fatta l'infusione perché i Nas di Torino hanno sequestrato le cellule staminali", ha detto Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation. Andolina, confermando il nuovo atto della Procura di Torino nell'ambito dell'inchiesta del procuratore Guariniello sulla
vicenda Stamina, ha poi aggiunto che "le infusioni sono bloccate. Sembra che ormai sia reato ottemperare alle sentenze dei tribunali".

Il padre di Noemi: delittuoso bloccare cura per mia figlia 
E' "inorridito" per la decisione del gip di Torino di sequestrare le attrezzature e i materiali agli Spedali Civili di Brescia per la cura Stamina. Perché quel provvedimento, spiega all'Agi Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi che il 26 agosto avrebbe dovuto sottoporsi alla prima infusione, "blocca la cura per mia figlia. Dicono che nel provvedimento si legge che il fine è impedire la prosecuzione di una attività delittuosa. Delittuoso per me è violare le scelte di un individuo orfano di cure. E sono riusciti alla grande a impedire a Noemi di curarsi". 
 
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