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MONDO

Obama: "Nessuna scusa per le violenze"

Stati Uniti, neri in rivolta: Baltimora in fiamme come Ferguson

Esplode la violenza dopo i funerali del 25enne afroamericano Freddie Gray, morto dopo un arresto. Schierata la Guardia Nazionale, istituito il coprifuoco. "Fermeremo chiunque lo violi" avverte il capo della Polizia. Una ventina di poliziotti feriti, decine di arresti

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Baltimora (Stati Uniti)

Stato di emergenza e coprifuoco a Baltimora, dove la violenza è esplosa nelle strade dopo il funerale del 25enne afroamericano Freddie Gray, morto dopo essere stato arrestato dalla polizia. Il governatore del Maryland ha schierato la Guardia Nazionale. Altri uomini delle forze dell’ordine sono pronti a intervenire se scontri, devastazioni e saccheggi non si fermeranno. Nella più grande ondata di proteste dopo i fatti di Ferguson, sono una ventina i poliziotti feriti e 27 le persone arrestate.

Obama: "Nessuna scusa per le violenze"
"Nessuna scusa per la violenza": così Barack Obama ha commentato la notte di scontri e devastazioni avvenute a Baltimora con i neri in rivolta contro l'uccisione di un afroamericano da parte della polizia. "Si tratta di una violenza senza senso", ha aggiunto il presidente. "Serve trasparenza sulle responsabilità" che sono dietro alla morte di Freddie Gray ha aggiunto Obama ribadendo come il Dipartimento di giustizia stia indagando sull'episodio.

Ore di violenza e saccheggi 
La morte di Freddie Gray risale al 19 aprile. Da allora le manifestazioni contro il trattamento riservato dalla polizia ai neri erano state in gran parte pacifiche. Ieri invece, dopo i funerali, gruppi di giovani hanno lanciato bottiglie contro la polizia, che ha reagito con i lacrimogeni. Sono seguite ore di violenza e saccheggi. Auto civili e mezzi della polizia dati alle fiamme, fuoco appiccato ai negozi, vetrine spaccate, un enorme incendio appiccato a un edificio in costruzione, più di un centro commerciale preso d'assalto e saccheggiato. Inoltre un fittissimo lancio di pietre e bottiglie contro la polizia, che ha portato al ferimento di almeno una ventina di agenti, di cui uno sarebbe in gravi condizioni. Insomma, scene di guerriglia urbana, con alcune zone della città al di fuori di ogni controllo.

Allertata la Guardia Nazionale, istituito il coprifuoco. Capo della Polizia: "Fermeremo chiunque lo violi"
Il governatore del Maryland, Larry Hogan, ha proclamato lo stato di emergenza nella città e ha allertato la Guardia Nazionale. Sono in arrivo 500 uomini da tutto il Maryland e altri 5mila da altri Stati americani. Il sindaco di Baltimora, Stephanie Rawling-Blake, ha puntato il dito sui facinorosi "che vogliono distruggere la nostra città" e ha dichiarato il coprifuoco, con l’eccezione degli spostamenti per motivi di lavoro e per emergenze sanitarie, dalle 10 di sera alle 5 del mattino per una settimana intera. "Dopo le 10 fermeremo chiunque in strada" avverte il capo della polizia. Le scuole oggi rimarranno chiuse. Intanto, il ministro della Giustizia, Loretta Lynch ha informato di quanto accade il presidente Barack Obama, che ha sua volta ha parlato al telefono con il primo cittadino.

Appello della famiglia di Freddie Gray 
La famiglia di Freddie Gray ha convocato una conferenza stampa per chiedere ai contestatori di fermarsi. La sorella gemella, Fredericka, ha lanciato un appello alla calma e si è detta in disaccordo con le violenze: “Freddie non era una persona violenta", ha ricordato.

Timori di una replica del 1968
Le aree di Baltimora dove sono esplose le proteste sono in gran parte quartieri poveri. Nelle stesse zone nel 1968 ci furono violentissimi scontri dopo l’assassinio di Martin Luther King. Per otto giorni, dal 6 al 14 aprile, la folla occupò le strade, diede fuoco a negozi e affrontò la polizia e la Guardia Nazionale.
 

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