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ITALIA

Franceschini: decisione giusta e attesa da anni

Stop alle grandi navi a Venezia: Cdm approva il decreto

Sarà lanciato un concorso di idee per realizzare punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna

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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che stabilisce che l'approdo definitivo delle grandi navi a Venezia dovrà essere progettato e realizzato fuori dalla laguna.

A darne notizia su Twitter il ministro dei Ben Culturali, Dario Franceschini. "Una decisione giusta e attesa da anni", sottolinea il ministro. 

Basta ai rischi per la città connessi al passaggio dei "giganti del mare" davanti a San Marco, come avvenne il 2 giugno 2019, quando la Msc Opera si schiantò contro la banchina di San Basilio.

Il decreto per la disciplina del traffico crocieristico nella laguna prevede un concorso di idee per realizzare punti di attracco per le navi fuori dalle acque protette della laguna di Venezia. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento, l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale dovrà a lanciare un concorso di idee per l'elaborazione di proposte e progetti di fattibilità tecnica ed economica per realizzare e gestire punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna. Per il 2021 sono stanziati 2,2 milioni di euro. 

"Una decisione giusta e attesa da anni: il cdm approva un decreto legge che stabilisce che l'approdo definitivo delle grandi navi a Venezia dovrà essere fuori dalla laguna, come chiesto dall'Unesco", ha commentato il ministro Dario Franceschini. L'obiettivo è di "contemperare lo svolgimento dell'attività crocieristica nel territorio di Venezia e della sua laguna con la salvaguardia dell'unicità e delle eccellenze del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del territorio". I punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna dovrebbero essere utilizzati "dalle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate", ma anche - e questa è una novità - "dalle navi portacontenitori adibite a trasporti transoceanici". 

I tempi non saranno brevi per il nuovo porto esterno alla laguna. Nel breve periodo, resta l'indicazione già assunta dal comitatone del 21 dicembre 2020 - e ribadita una settimana fa dai ministri Cingolani, Franceschini, Giovannini, Garavaglia: le grandi navi - quando il traffico turistico potrà riprendere - dovranno essere dirottate sulle banchine industriali di Porto Marghera. 

La via per evitare San Marco e il canale della Giudecca - la "strada" attuale per la marittima - è già stata trovata, ed è la soluzione voluta dal sindaco Luigi Brugnaro. Le navi potranno percorrere il canale dei Petroli, entrando dalla bocca di porto di Malamocco, proseguire per il canale nord di Marghera e qui attraccare. Il porto di Venezia ha lanciato a febbraio un bando per valutare la fattibilità tecnico economica dell'opera, che dovrebbe avere un costo di 41 milioni di euro. Il bando di progettazione, per una cifra di 936.804 euro, scadrà il 15 aprile. 

Più complesso identificare il nuovo futuro attracco fuori dalla laguna. Il solo progetto finora presentato, il Duferco-De Piccoli, prevedeva un terminal alla bocca di porto di Lido. Ma ha sempre registrato numerosi contrari, in testa il Comune di Venezia.
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