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EUROPA

Linea dura

Austria, stop ai sussidi a chi rifiuta un posto per l'obbligo del vaccino

Tra le altre misure, niente disoccupazione per i no vax per 6 mesi. In Austria tornano le 'zone rosse' dopo molti contagi da Covid-19

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L'Austria non fa marcia indietro sui provvedimenti nei confronti dei no vax. Prima l’obbligo, per chi non è vaccinato, di indossare la maschera Ffp2 in tutti i negozi e luoghi al chiuso, ora arrivano linee di ferro sul lavoro.

Vienna ha annunciato il taglio della disoccupazione per coloro che rifiutano un lavoro che prevede la vaccinazione. Lo precisa il ministro del Lavoro Martin Kocher su richiesta del Arbeitsmarkt Service, il servizio pubblico per l'impiego austriaco, come informa il quotidiano Der Standard. Sempre più datori di lavoro pretendono infatti che i nuovi collaboratori siano immunizzati. Chi rifiuta, poi, una offerta di lavoro perché no vax gli verrà sospeso il sussidio di disoccupazione fino a sei settimane.
 
Misure durissime in uno Stato che deve fare i conti con un gran numero di contagi e zone rosse. La prima località austriaca a chiudere é Braunau am Inn, cittadina dell'Alta Austria ai confini con la Germania. Dalla mezzanotte di sabato chi vorrà lasciare il distretto dovrà esibire la certificazione di un tampone negativo non più vecchio di 72 ore se molecolare e non più vecchio di 24 ore se antigenico. La decisione è stata presa perché l'incidenza settimanale è pari a 335,2. Il provvedimento resterà in vigore fino a quando l'incidenza non scenderà  nuovamente sotto 200.
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