Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Storie-americane-Richard-Overton-il-veterano-ultracentenario-f4be7acf-c9ca-4fac-ac77-6956cba4ae2e.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

#StorieAmericane. Richard Overton, il veterano ultracentenario

Condividi
di Valentina Martelli Una strada di Austin, in Texas, porta il suo nome: Richard Overton Avenue. Per sapere se è in casa basta sentire se nell’aria c’è il profumo acre del sigaro. Ne fuma anche dodici al giorno. O vedere se il suo pick up Ford, azzurro degli anni ’70, e’ parcheggiato nel vialetto, davanti al giardino di casa. La stessa in cui vive da quando, nel 1945 e’ tornato dopo aver combattuto, tra le altre, a Pearl Harbor e Okinawa.

Nel 2013 Mr. Overton ha anche fatto colazione alla Casa Bianca, assieme all’ex presidente Obama, prima di accompagnarlo all’Arlington National Cemetery per la cerimonia del Veterans Day.

Ogni suo compleanno si trasforma in una festa che coinvolge l’intero quartiere. E così è stato anche per l’ultimo, a maggio, quando Richard Arvin Overton ha compiuto 112 anni.  È l’uomo più vecchio d’America ma anche il più anziano veterano -nel mondo - della seconda guerra mondiale.
 
Lucido, con la battuta ancora pronta Overton, che ha smesso di guidare solo 2 anni fa, è sopravvissuto a tutti i familiari più stretti. E pur ogni mattina si prepara il caffè, ha bisogno di assistenza, di qualcuno che, in quella casa che ha costruito dopo la guerra “dove c’è tutto ciò di cui ho bisogno”-  dice - gli faccia compagnia, lo accompagni a fare la spesa, si assicuri che tutto sia apposto.
 
“Un uomo così non può passare i suoi ultimi anni lontano dal portico che ama, chiuso in una casa di riposo”, sostiene una pro pronipote che per coprire i costi delle spese per l’assistenza a domicilio apre, lo scorso anno, una raccolta fondi su GoFundMe.  A contribuire sono in migliaia. Un risultato inaspettato e commovente: 200 mila dollari in pochi mesi.

Ma è a questo punto che qualcosa di strano comincia ad accadere.  Dal conto personale di Mr. Overton iniziano a sparire delle somme di denaro, a mano a mano più grosse. Certo la sua storia, i vari articoli nei giornali, incluso quello su una rivista specialistica sui sigari, hanno attirato l’attenzione di persone per bene ma anche di malintenzionati, ladri, disonesti.

Uno di loro si è così appropriato del Social Security Number, di Richard. Dovete sapere che, negli Stati Uniti, il SSN e’ molto piu’ di un numero di 9 cifre. È la storia fiscale di una persona, che viene assegnato a cittadini americani e residenti. L’equivalente del codice fiscale ma con più potere. Serve per valutare la capacità di credito di un individuo, per comprare un’auto, per accedere ad un mutuo.  Viene allegato a documenti che confermino l’identità ed il diritto a lavorare negli Stati Uniti. È essenziale per la vita di tutti i giorni. Soprattutto come prova per accedere o aprire un conto in banca.
 
Questa però è una storia a lieto fine, perché una volta notato e denunciato l’ammanco, e chiamata la polizia la banca ha immediatamente provveduto a rimettere sul conto quello che era sparito, mentre la Social Security Administration ha dato via ad una serie di indagini che presto, si spera, porteranno all’arresto del delinquente. Non solo, il GoFund di Mr. Overton è raddoppiato. Oggi, mentre racconto questa storia, è di poco sotto i 450 mila dollari.

“Sono tantissimi, cosa ne farò? – si chiede questo gentiluomo che ha prestato servizio nel Pacifico meridionale dal 1940 al 1945 con soste alle Hawaii, Guam e Iwo Jima, mentre spiega che 50 centesimi, allora, rappresentavano una buona paga giornaliera.

Snocciola ricordi che parlano di guerre, ma anche di religione, di come Dio sia sempre stato importante nella sua vita. E condisce tutto con la zuppa Campbell “la più buona di tutte”, con il latte  “che beve quotidianamente” e soprattutto con il gelato, che mangia ogni sera. Un unico gusto, sempre lo stesso: Butter Pecan.

Se gli si chiede il segreto per la longevità risponde: “Continuare a vivere, non morire”. Poi ci pensa e aggiunge “e i sigari, assieme a un bicchiere di Whiskey e Cola”.  “La chiamano la dieta Overton – dice ridendo – perché ognuno mangia quello che vuole”.
Condividi