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MONDO

Proposta: Europhonica emittente Ue

Strage Strasburgo. Università unite per Antonio Megalizzi: Atenei potrebbero adottare la sua radio

Un mazzo di fiori davanti dell'abitazione di Antonio Megalizzi (Ansa)
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"Alla prossima Conferenza nazionale dei rettori proporrò di unire le forze per far nascere una radio europea di studenti universitari che quotidianamente raccontino nelle varie lingue che cosa è l'Europa". Lo ha detto il rettore di Trento al quotidiano La Repubblica, dando concretezza a un desiderio espresso da "rettori, docenti e stuenti italiani e europei" che, spiega, chiedono di realizzare il sogno di Antonio Megalizzi: raccontare l'Europa, progetto al quale lavorava prima di essere colpito a morte a Strasburgo.

Lunedì ci sarà l'autopsia sulla salma del giornalista trentino vittima dell'attentato a Strasburgo, poi è atteso il nulla osta per il rimpatrio. Non è stata ancora fissata la data dei funerali, che si terranno nel Duomo di Trento, celebrati dal vescovo, mons. Lauro Tisi. Le esequie potrebbero essere fissate per mercoledì oppure giovedì.

Megalizzi è stato colpito alla testa da un proiettile sparato da Cherif Chekatt nella strage di Strasburgo martedì scorso ed è morto venerdì pomeriggio. "Mi sono innamorato dell'Unione europea. Sono molto, molto focalizzato e coinvolto in cose che stanno nascendo fortemente europeiste", diceva Megalizzi nel suo ultimo intervento alla radio per cui lavorava.

I genitori, la sorella, la fidanzata e tutta la famiglia hanno chiesto il massimo rispetto per il loro dolore in questo momento così difficile. "Non desiderano, per ora, rilasciare ulteriori dichiarazioni ai media - avevano comunicato sabato -. Antonio era un giornalista e, in circostanze simili, avrebbe sicuramente rispettato la volontà dei parenti di un collega venuto a mancare. La data e maggiori informazioni sui funerali verranno comunicate nei prossimi giorni".

I genitori di Cherif Chekatt, l'autore dell'attentato hanno espresso le loro condoglianze ai familiari delle quattro vittime e hanno confermato che il loro figlio sosteneva l'Isis. Abdelkrim Chekatt e Rouadja Rouag, divorziati, sono stati rilasciati sabato sera senza alcuna incriminazione dopo essere stati interrogati a lungo dall'Antiterrorismo.     

In un'intervista a France 2, il padre franco-algerino del 29enne ha detto di essersi sentito "morire" quando ha scoperto che l'autore dell'attacco era suo figlio. Abdelkrim si era presentato spontaneamente in un commissariato di Strasburgo quando ha sospettato che Cherif potesse essere coinvolto nella strage. "Gli ho detto che se lo localizzavano averi tentato di convincerlo ad arrendersi", ha spiegato.     

Il padre ha raccontato di aver visto per l'ultima volta Cherif tre giorni prima dell'attentato e di aver provato invano a chiamarlo dopo la notizia della strage. Il figlio, ha raccontato, gli aveva detto più volte che l'Isis combatteva per una giusta causa e che non erano assassini. 

Rilasciate due persone ritenute vicine a Cherif Chekatt
Intanto due persone considerate vicine a Cherif Chekatt,  l'autore dell'attentato di Strasburgo in cui ha perso la vita anche l'italiano Antonio Megalizzi, sono state rilasciate dalle autorità locali.  Erano state fermate nelle ore successive all'attentato. Ne ha dato notizia la Procura di Parigi.
Ieri erano già stati rilasciati quattro familiari del killer, il padre, la madre e due fratelli. Il rilascio è avvenuto "in assenza di elementi utili all'incriminazione", ha precisato la Procura.
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