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MONDO

La Farnesina conferma il bilancio

Tunisia, sono quattro i morti italiani. L'Isis rivendica la strage e minaccia nuovi attacchi

Cinque uomini armati hanno fatto irruzione nel Museo del Bardo prendendo in ostaggio decine di turisti poi liberati con un blitz. Nove gli arrestati: quattro direttamente collegati al massacro, e altri cinque sospettati di avere legami con la cellula terroristica. La Costa sospende gli scali in Tunisia 

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Roma Come si temeva il numero degli italiani morti nell'attentato al museo del Bardo a Tunisi è salito a quattro. Sono stati ritrovati infatti i corpi dei due dispersi per le cui sorti il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva espresso nel pomeriggio forte preoccupazione. Sale dunque a  25 il bilancio dei morti, tra questi 20 stranieri, 3 tunisini e 2 terroristi. I feriti sono invece 48, di cui 11 italiani di cui uno grave. Intanto Costa Favolosa, la nave da crociera su cui viaggiavano molti dei turisti coinvolti, ha lasciato il porto tunisino e la compagnia ha precisato che lo scalo sarà cancellato dalle rotte delle crociere.

La Tunisia, dopo esser stata la culla delle primavere arabe, adesso stringe i ranghi. Il presidente Beji Caid Essebsi dice che il Paese è "in guerra" per sradicare il terrorismo. Intanto nove persone sono state arrestate: quattro direttamente collegate al massacro, e altre cinque perché sospettate di avere legami con la cellula terroristica. Il ministero degli Interni tunisini Najem Gharsalli sottolinea che i terroristi erano "muniti di cinture esplosive" e di armi "molto avanzate".

L'identità delle vittime italiane
I morti italiani , che erano tutti arrivati a Tunisi a bordo di Costa Favolosa, sono Francesco Caldara e Orazio Conte, di origine piemontese, Antonella Sesino, 54 anni, dipendente del Comune di Torino, e Giuseppina Biella di 70 anni, di Meda vino a Monza.



Mattarella: messaggio di solidarietà ai torinesi 
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato ai cittadini torinesi un messaggio di  "solidarietà umana e politica per il dolore. Un gesto di odio cieco e disumano ha provocato la morte assurda e brutale di vostri concittadini". "I valori di convivenza civile, di democrazia, di tolleranza che da sempre animano la vostra città sono la migliore risposta per chi vuole minare la nostra storia, la nostra cultura e la nostra società libera, aperta, pluralista e accogliente - prosegue il messaggio - il nostro paese ha superato, negli ultimi decenni, delle prove terribili. Molte vittime sono cadute a causa dell'intolleranza: Torino è una città simbolo della lotta al terrorismo politico, sconfitto prima di tutto dall'unità del popolo attorno ai valori della nostra Costituzione".

Bagnasco (Cei): "L'Occidente non raccolga la provocazione"
L'Occidente "non si deve assolutamente spaventare", perché "sarebbe fare il gioco" dei terroristi né "deve raccogliere la provocazione perché l'Occidente reagisca e il mondo fondamentalista islamico possa urlare all'aggressione occidentale suscitando i sentimenti degli islamici in tutto il mondo". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei.

Manifestazione a Torino contro il terrorismo
Torino ha risposto all'appello del sindaco Piero Fassino di scendere in piazza per dire
no al terrorismo. Davanti al comune in molti si sono riuniti in un presidio per ricordare le vittime dell'attentato di Tunisi: fiaccole, bandiere, anche cartelli con la scritta "Je suis Bardo". La comunità tunisina torinese ha voluto offrire una corona di rose rosse e gerbere bianche con  la scritta "dalla comunità tunisina ai caduti nell'attentato di Bardo". Tanti i sindaci del torinese con la fascia tricolore, il presidente della regione Sergio Chiamparino, il prefetto Paola Basilone.

Isis rivendica l'attentato e minaccia nuovi attacchi 
L'Isis intanto ha rivendicato la responsabilità dell'attentato a Tunisi citando anche il nome dei due attentatori, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi. Lo scrive su Twitter Rita Katz, la direttrice del Site, aggiungendo che i jihadisti avrebbero anche minacciato nuovi attacchi: "Quello che avete visto" a Tunisi "è solo la prima goccia di pioggia". 

In uno degli account Twitter riconducibile all'Isis, inoltre, è comparsa la foto di una delle vittime italiane - scaricata probabilmente da un sito italiano - con la scritta: "Questo crociato è stato schiacciato dai leoni del monoteismo". Nell'immagine è tracciata una croce rossa sulla figura dell'uomo e una scritta: "È stato schiacciato". 


 L'attacco  
A 200 metri dal museo del Bardo il parlamento tunisino discute della nuova legge sul contrasto al terrorismo. Armati di kalashnikov, con grosse sacche piene di munizioni, tre, forse cinque uomini, cercano di penetrare all'interno dell'assemblea. "Siamo sotto attacco", twitta una deputata. Il corpo di guardia riesce a bloccare gli incursori, mentre all'interno i deputati intonano l'inno nazionale.



I terroristi si dirigono allora verso il museo dove sono presenti oltre 200 visitatori. Le forze speciali antiterrorismo hanno liberato gli ostaggi con un blitz: due terroristi e un agente sono rimasti uccisi. Un terzo è stato arrestato. I media locali hanno riportato i nomi dei due killer uccisi: si tratta di Jabeur Khachnaoui e Yassine Laabidi, entrambi tunisini. Altri due o tre coinvolti nell'attacco potrebbero essere in fuga. Secondo i media locali, l'attacco sarebbe stato rivendicato dall'Isis, altre fonti parlano di Ansar al-Sharia. 



Il museo del Bardo, simbolo della cultura tunisina
Il Museo nazionale del Bardo, situato nella periferia occidentale di Tunisi, è un museo archeologico che contiene, fra le altre, la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione. Situato nella fastosa residenza del Bey, il sovrano, del XIX secolo, circondata da un grande giardino ricco di essenze locali, si sviluppa su tre piani in un complesso di grande fascino, caratterizzato da una eccellente luminosità naturale che esalta i reperti esposti. Si tratta del più importante museo tunisino e allo stesso tempo del più antico museo del mondo arabo e dell'Africa, fu inaugurato il 7 maggio 1888. 

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