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ITALIA

Lido di Stresa

Tragedia del Mottarone, incidente probatorio limitato a causa del maltempo

I legali: "L'esame della fune è di importanza assoluta". Esaminata solo la stazione intermedia e quella di arrivo

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L'appuntamento era questa mattina alle 10 alla stazione di partenza della funivia Stresa-Mottarone, al Lido di Carciano. Nello stesso posto dove era partita la corsa della cabina numero 3 quella domenica 23 maggio, il cui schianto è costato la vita a 14 persone.

Ma il maltempo ha limitato l'incidente probatorio sul luogo della tragedia. Le parti, una quarantina tra periti, consulenti e avvocati, dopo l'appello alla stazione di partenza dell'impianto, fermo dallo scorso 23 maggio a causa dell'incidente in cui sono morte quattordici persone, hanno convenuto di esaminare soltanto la stazione intermedia e quella di arrivo della funivia.

È quindi probabile che a causa del maltempo, l'esame della cabina precipitata, della fune e della testa fusa, venga rinviato a causa della pioggia e delle nuvole basse: è pericoloso avventurarsi sulla montagna.

Nel mirino degli inquirenti sempre la fune d'acciaio spezzata. "Ispezioniamo - spiega ai cronisti l'avvocato Marcello Perillo - la Stazione di vetta del Mottarone. Se le condizioni meteo lo consentiranno scenderemo a vedere la cabina e la fune spezzata e poi visioneremo la stazione intermedia all'Alpino." "L'esame della fune - ha aggiunto - è di importanza assoluta". 

 Il 30 agosto, invece è in programma la perizia sulla cosiddetta scatola nera. 

Sul fronte delle responsabilità sono ora quattordici gli indagati elencati nella richiesta di incidente probatorio, datata 1 luglio: si tratta di dodici persone fisiche e due società, Ferrovie del Mottarone proprietaria della funivia e Leitner, che si occupava della manutenzione dell'impianto. A tutti vengono contestati i reati di omicidio colposo e lesioni colpose; le due società rispondono amministrativamente per omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Ai dodici indagati è, inoltre, contestato il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. 
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