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SPORT

Cala il sipario sul Tour de France 2020

Parigi incorona Tadej Pogacar, ultima tappa a Sam Bennett

Lo sloveno, il più giovane vincitore nella storia della Grande Boucle, festeggia sugli Champs-Elysées la sua fantastica impresa. Sul podio finale della corsa, il deluso Roglic e Richie Porte. Nella volata che chiude l'edizione 107 a segno l'irlandese che brucia Pedersen e Sagan  

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di Gianluca Luceri A Parigi è il giorno dell’incoronazione per Tadej Pogacar da Komenda, Slovenia, il più giovane vincitore nella storia del Tour de France con i suoi 22 anni, che festeggerà proprio domani con un regalo…da sballo.

Sugli Champs-Elysées, capolinea di una corsa che ha regalato in coda grandi emozioni, il proscenio è tutto per lui, professionista dal 2019, ragazzo semplice ma indomabile che nella cronoscalata di La Planche des Belles Filles ha rivoltato il mondo, incenerendo l’amico-connazionale-rivale Primoz Roglic (giunto con 1’56” di ritardo) e sfilandogli la maglia gialla di leader proprio all’ultimo respiro. Un’impresa, quella di Pogacar, che resterà scolpita nella pagine della Grande Boucle e lancia nel gotha del ciclismo il giovane sloveno, che ha vinto tre tappe in questa 107ma edizione (a Laruns, Grand Colombier e appunto La Planche) dimostrando costanza, carattere e talento puro in qualunque condizione: salita, discesa, pianura, come cronoman. Un trionfo dunque strameritato, anche se ottenuto al ‘fotofinish’.

Ai suoi piedi, sul podio finale della competizione, il deluso Primoz Roglic e l’australiano Richie Porte. Decima piazza nella generale per un ottimo Damiano Caruso, unico che ha provato a tenere alti i nostri colori in un’edizione che ha visto l’Italia all’asciutto di successi.          

C’è poi la storia della ventunesima e ultima frazione, la più corta del Tour (122 km), tradizionale passerella conclusiva che non può più cambiare i giochi e che porta la carovana da Mantes la Jolie a Parigi: 67 chilometri a ritmi da scampagnata, poi via al percorso nella capitale francese da percorrere otto volte con l’inevitabile volata finale. A spuntarla è l’irlandese Sam Bennett (sua la maglia verde della classifica a punti) che brucia il danese Mads Pedersen e lo slovacco Peter Sagan. Quarto Kristoff, poi Elia Viviani, Van Aert e Ewan.
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