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ITALIA

Alta velocità sì, Alta velocità no

Tav, Foietta: "Chi vuole il dialogo non chiude al confronto"

Secondo il presidente dell'Osservatorio sulla Tav, Chiara Appendino conferma "l'incapacità" del M5S a confrontarsi

Cantiere Tav
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di Tiziana Di Giovannandrea La ferrovia Torino-Lione rimane sempre al centro di polemiche tra le opposte fazioni di chi vuole la sua realizzazione -perché viene considerata un'opportunità di sviluppo per il Paese-  e chi è decisamente contrario -perché la considera inutile, costosa e soprattutto dannosa per il territorio-. Anche oggi è stata scritta una nuova pagina sulla controversia che dura, ormai, da quasi 30 anni.

A dare di nuovo fuoco alle polveri sono state alcune affermazioni da parte della sindaca di Torino Chiara Appendino, a margine della conferenza stampa di fine anno.  "La Città di Torino è uscita dall'Osservatorio" sulla Tav "due anni fa perché lo ritenevamo non utile. Quindi per noi è assolutamente coerente che venga chiuso" ha detto, commentando, poi, come sia giusto che il premier Conte abbia preso tempo per valutare, rispettando quello che aveva annunciato. Secondo la sindaca: "Sulla Tav il governo" nazionale " sta rispettando quanto detto. Credo che il premier Giuseppe Conte abbia fatto bene a confermare che i risultati dell'analisi costi-benefici verranno pubblicati a breve. E penso sia giusto che si sia preso il tempo per venire sul territorio e condividere la scelta con chi è coinvolto". 

Il presidente dell'Osservatorio sulla Tav, Paolo Foietta, ha subito replicato alle affermazioni della prima cittadina di Torino in modo piccato: "Le affermazioni della sindaca sulla chiusura dell'Osservatorio rispecchiano i modi di relazione della sua parte politica e confermano una dimostrata e manifesta incapacità a confrontarsi con chi abbia una diversa opinione e disponga di dati, studi, informazioni contrastanti con i propri pregiudizi e le proprie 'ideologiche certezze'". Foietta si è poi chiesto:  "Come può parlare di dialogo ed intanto chiudere il luogo di confronto?".

Anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino su TAV ed Osservatorio è intervenuto prontamente: "Se non fossi contrario al gioco d'azzardo, scommetterei volentieri che sulla Tav il governo non deciderà neanche prima delle elezioni europee. Ormai è evidente a tutti: il rinvio è il programma dei giallo-verdi sulla Torino-Lione. Invece di menare il can per l'aia, ci dicano in fretta sì o no alla Tav, e noi ci comporteremo di conseguenza, fino a promuovere un referendum di fronte a un no. Anche sull'Osservatorio la stessa manfrina". 

Scendono in campo anche gli imprenditori dell'associazione API Torino per bocca del presidente Corrado Alberto: "Come due anni fa siamo sbalorditi di fronte a chi non vuole capire l'utilità  dell'Osservatorio che è stato, è oggi e deve rimanere domani il luogo di confronto sulla Torino-Lione". Il presidente dell'Api Torino osserva come  "Se l'attuale Giunta della Città di Torino ha ritenuto due anni fa di uscire dall'Osservatorio, che ne resti ancora fuori invece di chiederne la chiusura. Ribadiamo un fatto: in democrazia ci si confronta anche duramente, ma si dialoga; voler abolire i luoghi del dialogo, è un atteggiamento antidemocratico che non fa onore a nessuno, tantomeno a chi governa una città come Torino".

Sulla volontà del premier Giuseppe Conte di visitare il cantiere, il Presidente di API ha commentato, rivolgendo un invito a Chiara Appendino: "Le 33 associazioni che rappresentano il sistema della produzione e del lavoro a Torino e in Piemonte, hanno invitato da tempo il presidente del Consiglio: aspettiamo di sapere quando accoglierà il nostro invito. Credo però sia opportuno che anche la sindaca visiti il cantiere per rendersi conto dell'impegno e della professionalità di chi vi lavora".
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