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MONDO

Cina

Tienanmen, 26 anni fa le proteste e il massacro degli studenti

La foto simbolo, quella di uno studente che da solo si para davanti ai carri armati per fermarli

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La notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 i carri armati dell'Esercito di Liberazione Popolare cinese uccisero nella Piazza, il cui nome rimane nella storia, centinaia di persone, mettendo fine alle proteste degli studenti che reclamavano la democrazia.

La protesta
La protesta in piazza Tienanmen era iniziata un mese e mezzo prima, il 15 aprile, quando, dopo la morte Hu Yaobang, ex-capo del Partito comunista e sostenitore di riforme democratiche, circa 100mila studenti si erano riuniti in piazza Tiananmen per commemorare il leader ed esprimere la loro insoddisfazione verso il governo di Pechino. Studenti provenienti da più di 40 università marciarono su piazza Tiananmen il 27 Aprile, dove furono poi raggiunti da operai, intellettuali e altri funzionari pubblici. A maggio più di un milione di persone riempì la piazza, luogo in cui nel 1949 Mao Zedong aveva dichiarato la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Il 20 Maggio il governo impose la legge marziale a Pechino, e truppe corazzate furono inviate per disperdere i manifestanti.



Il massacro
Le forze governative in un primo tempo desistettero di fronte alla folla presente e si ritirarono, finché Deng Xiaoping all'epoca capo della Commissione Militare, ed uno dei maggiori leader del paese, diede ordine di far fuoco. Il risultato fu un massacro il cui bilancio ufficiale non è ancora stato accertato, poiché il governo cinese non ha finora mai reso pubblico alcun documento in merito ai fatti di Tienanmen. A centinaia caddero sotto i colpi delle armi automatiche dell'esercito.

La foto simbolo
In quell'anno, quello della caduta del Muro, molti regimi comunisti furono rovesciati in Europa. Foto simbolo della protesta quella di uno studente che da solo e completamente disarmato, si para davanti a una colonna di carri armati per fermarli, il cosiddetto 'Rivoltoso sconosciuto'.
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