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MONDO

La crisi ad una svolta

Tiene la tregua in Medio Oriente tra Hamas ed Israele

Le pressioni internazionali hanno spinto ad accettare la mediazione egiziana. Festa in strada a Gaza per i Palestinesi ma scontri si sono registrati sulla Spianata delle Moschee tra polizia israeliana e palestinesi

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La tregua militare sembra ancora reggere ma scontri si sono registrati nel primo pomeriggio di oggi tra la  polizia israeliana e i palestinesi sulla Spianata delle moschee. Il Jerusalem Post rilancia notizie diffuse dai media  palestinesi secondo cui gli agenti hanno fatto  ricorso ai lacrimogeni e sparato proiettili di gomma. La notizia  arriva a poche ore dalla tregua entrata in vigore alle 2 di notte tra  Israele e Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, dopo 11 giorni di  ostilità.

La tregua nella notte
Dalle 2 ora locale (l'una in Italia) i combattimenti fra Israele e Hamas sono terminati inseguito ad un accordo di cessate il fuoco mediato dall'Egitto e dalle Nazioni Unite. Nel sud di Israele la vita sta gradualmente tornando alla normalità e le autorità militari si apprestano a revocare le misure di emergenza imposte alla popolazione.

Secondo la radio militare oltre alla sospensione delle ostilità Israele non si è assunto alcun altro impegno. 
  Ieri sera Israele ha approvato il cessate il fuoco a Gaza. 

La notizia era stata anticipata dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Per tutta la giornata, si erano moltiplicate le voci su un possibile cessate il fuoco nel conflitto che coinvolge Israele e la Striscia di Gaza. 

Hamas: cessate il fuoco "reciproco"
Hamas ha confermato che il cessate il fuoco con Israele è "simultaneo e reciproco". La dichiarazione del cessate il fuoco da parte di Israele è "una vittoria per il popolo palestinese". È quanto riferisce un funzionario del gruppo militante palestinese di Hamas. Ali Barakeh, membro dell'ufficio per le relazioni arabe e islamiche di Hamas, ha dichiarato all'Associated Press che i militanti rimarranno in allerta fino a quando non sentiranno i mediatori che lavorano da giorni tra Hamas e Israele.

Egitto invierà due delegazioni per monitorare tregua
L'Egitto invierà due delegazioni, una in Israele e una nei Territori palestinesi, per monitorare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto questa sera. Lo riportano i media egiziani, rilanciati dal sito israeliano Ynet. Dall'ufficio del presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, ha dichiarato che "i prossimi passi sono volti a mantenere la stabilità".

Tregua dopo 11 giorni di conflitto
Con la cessazione dei bombardamenti, dopo 11 giorni, dovrebbe interrompersi la fiammata di conflitto più letale da quella del 2014, che pure aveva coinvolto Israele e la Striscia di Gaza. Sulla base delle stime fornite dal ministero della Sanità della regione palestinese, in quest'area le vittime dei raid dell'aviazione e dei bombardamenti di Tel Aviv sono state almeno 232. Dodici le persone uccise invece nel territorio di Israele. Secondo Haaretz, le missioni dei caccia di Tel Aviv sono state centinaia. Oltre 4mila i razzi esplosi da Gaza in direzione del sud e del centro di Israele. L'ultimo conflitto è scoppiato nel pieno di una crisi politica in Israele, quando si materializzava la prospettiva della fine di anni di governo di Netanyahu, dirigente del partito conservatore Likud, primo ministro tra il 1996 e il 1999 e poi ancora a partire dal 2009.
  Gantz: contro Hamas "successi militari senza precedenti"
Il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha lodato "i successi militari senza precedenti" dell'esercito (Idf) nell'operazione 'Guardiano delle mura' sulla Striscia di Gaza. Come riportano i media israeliani, Gantz ha elogiato "i successi militari senza precedenti in termini di potenza, precisione e importanza strategica nella lotta contro i gruppi terroristi nella Striscia di Gaza". Il ministro della Difesa ha anche avvertito che l'esercito rimane in massima allerta per ulteriori attacchi da Gaza e ha ammonito che "la realtà sul campo determinerà il proseguimento dell'operazione".

Stop lancio razzi garantito da Egitto
"L'Egitto garantisce lo stop del  lancio di razzi da Gaza dopo l'annuncio di Israele del cessate il  fuoco", riferiscono fonti della sicurezza egiziane che hanno condotto la mediazione tra israeliani e palestinesi per arrivare alla tregua. La mediazione indiretta tra le parti è avvenuta tramite i servizi di intelligence egiziani e l'inviato dell'Onu. Secondo le stesse fonti, i mediatori egiziani hanno avuto contatti diretti con Hamas nella Striscia. Tom Wennesland, l'inviato Onu per il Medio Oriente, invece è andato a Doha in Qatar dove vivono importanti dirigenti di Hamas in esilio, tra cui Ismail Haniyeh.

Inviati Palestina-Israele si accusano di genocidio all'Onu
Durante la riunione dell'Assemblea Generale dell'Onu, il ministro degli Esteri palestinese Riad Al Malki e l'ambasciatore israeliano negli Usa e all'Onu, Gilad Erdan, hanno accusato i rispettivi Paesi di "genocidio". "Il mondo intero tace e chiude un occhio sul genocidio di intere famiglie palestinesi", ha detto il ministro degli Esteri palestinese Riad Al-Malki all'Onu. Durante il suo discorso l'ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro Gilad Erdan si è allontanato. Quando è arrivato il suo turno, Erdan ha affermato che c'era indifferenza per "la Carta di Hamas, che come i nazisti è impegnata nel genocidio del popolo ebraico".

Casa Bianca: Israele ora può ridurre l'offensiva a Gaza
La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, poco prima dell'annuncio aveva dichiarato che "Israele ha il diritto di difendersi, ma ha raggiunto obiettivi militari significativi in risposta ai razzi lanciati da Hamas, ed ora è nella posizione di iniziare a ridurre le operazioni". 

Biden parla con al-Sisi
Il presidente Usa Joe Biden aveva avuto un colloquio telefonico con Abdel-Fatah al-Sisi per parlare della de-escalation della tensione tra Israele e Hamas, colloquio di cui ha dato notizia la presidenza egiziana. Il presidente americano e al Sisi hanno concordato di continuare i colloqui e di coordinarsi nei prossimi giorni per 'contenere' la  situazione.

Il ruolo degli Usa
"Il governo israeliano non può permettersi di ignorare gli appelli degli Stati Uniti per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza" aveva dichiarato il leader centrista - e di fatto premier incaricato - Yair Lapid, spiegando che lo Stato ebraico avrà bisogno dell'aiuto dell'amministrazione Biden in questioni ben più difficili.

Il negoziato per l'accordo di tregua con Hamas punta non solo al cessate-il-fuoco ma pure alla restituzione dei corpi di due soldati dell'esercito israeliano, uccisi a Gaza nel conflitto del 2014, Hadar Goldin e Oron Shaul, e anche di due cittadini israeliani che sono da tempo tenuti prigionieri nella Striscia di Gaza. Lo ha detto una "qualificata fonte" israeliana al New York Times. Ovviamente l'accordo prevede anche lo stop agli attacchi israeliani alle infrastrutture di Hamas e la fine degli attacchi mirati di Israele contro i "terroristi", i capi delle milizie palestinesi. Secondo il Times, lo Stato ebraico chiede anche ad Hamas di fermare lo scavo dei tunnel e le proteste lungo il confine con Gaza. Anche i dipendenti della Israel Electric Corporation hanno fatto sapere che non ripareranno le linee elettriche danneggiate dagli attacchi israeliani a Gaza fino a quando Hamas non avrà restituito i corpi dei due militari.

Maas: "Soluzione due Stati unica via"
La Germania è convinta che israeliani e palestinesi possano convivere pacificamente gli uni accanto agli altri "soltanto nella  soluzione a due stati". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas a Tel Aviv. Sono venuto qui oggi per assicurare la nostra solidarietà a Israele" ha detto il ministro degli Esteri all'inizio della sua missione diplomatica in Medioriente. Israele "ha diritto di difendersi contro questi attacchi inaccettabili", ha ribadito. "La sicurezza di Israele come quella degli ebrei in Germania per noi non è trattabile. E su questo Israele può contare, per sempre".
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