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MONDO

Il conflitto nel Caucaso

Torna a infiammarsi il Nagorno Karabakh: scontri tra Azeri e Armeni, decine di morti

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Era dal 1994 che non si registravano scontri così violenti nel Nagorno Karabakh, la regione dell'Azerbaigian contesa dalla vicina Armenia. Secondo fonti locali non verificate ci sarebbero decine di morti tra i soldati delle due contrapposte forze armate, anche se un bilancio ufficiale è difficile da stabilire.

Gli armeni abbattono un elicottero azero
Decine di persone sarebbero rimaste uccise ieri nei combattimenti scoppiati dopo che l'esercito armeno ha riferito di aver abbattuto un elicottero azero, sostenendo minacciasse di penetrare nel territorio del Nagorno Karabakh. Ma la situazione è in continua evoluzione.


Nagorno Karabakh: un'enclave, molte tensioni e una guerra con 30mila morti
Il Nagorno Karabakh si trova in Azerbaigian ma è controllato da armeni, ed è proprio l'Armenia a sostenere il territorio a livello militare ed economico da quando la guerra separatista è finita nel 1994. La zona è contesa dai due Paesi dal 1988. Tra quell'anno e il 1994 sono rimaste uccise oltre 30mila persone, mentre ora comunità internazionale considera la regione come parte dell'Azerbaigian. Dalla fine della guerra sono in corso negoziati promossi dal Gruppo di Minsk (creato dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa -Osce- per monitorare il cessate il fuoco, guidato da Francia, Russia e Stati Uniti).


L'appello dell'Onu per il rispetto del cessate il fuoco
Il segretario generale delle Nazioni unite, Ban ki-Moon, ha esortato Armenia e Azerbaigian a rispettare il cessate il fuoco in Nagorno Karabakh, evitando una escalation del conflitto per il controllo del territorio la cui sovranità è contesa dai due Paesi dal 1988. Ban, si legge in una nota, "è profondamente preoccupato per le recenti notizie di violazioni su vasta scala del cessate il fuoco" dichiarato nel 1994, a seguito della guerra separatista, ed è "particolarmente allarmato dal riferito uso di armi pesanti e dall'alto numero di vittime, tra cui civili". 

Invito alla calma anche da Mosca e Washington
Anche Russia e Stati Uniti sono intervenuti nella crisi del Nagorno Karabakh, invitando Erevan e Baku ad astenersi da ulteriori azioni che potrebbero portare a un'escalation del conflitto. Diversi appelli a moderare la tensione sono arrivati dalla comunità internazionale, tra cui dal presidente russo Vladimir Putin, il cui Paese è un mediatore chiave. Il tema dell'escalation nell'enclave, dove le schermaglie sono frequenti, è stato affrontato a Washington dal presidente armeno, Serz Sargsyan, con il segretario di Stato americano John Kerry. Il presidente azero, Ilham Aliev, ha intanto insistito sul fatto che Baku non rinuncia a recuperare con la forza il Nagorno Karabakh. Gli scontri fanno temere l'allargamento del conflitto nella regione, attraversata da oleodotti e gasdotti. 
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