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ITALIA

Accolto il ricorso della Procura

Tragedia del Mottarone. Riesame: sì ad arresti per Perocchio e Nerini

La Procuratrice di Verbania: "L'ipotesi fatta sin dall'inizio dall'accusa trova conferma. Il Riesame riconosce la validità della nostra impostazione"

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Il Gip aveva disposto i domiciliari solo per Tadini perché reo confesso di aver bloccato il freno di emergenza sulla cabina precipitata lo scorso 23 Maggio, provocando la morte di 14 persone. Ma i giudici del Riesame di Torino - in un'ordinanza di 70 pagine - hanno ravvisato che c'erano motivazioni per applicare misure restrittive anche per Nerini e Perocchio, arrestati pochi giorni dopo l'incidente e poi rimessi in libertà dal Gip. Non andranno in carcere, nè ai domiciliari: la misura non è esecutiva e si dovrà attendere l'esito in Cassazione perchè i loro avvocati hanno facoltà di fare ricorso entro dieci giorni.

Il 23 Maggio la Tragedia
Era il 23 Maggio scorso quando la cabina della funivia del Mottarone crollò improvvisamente causando la morte di 14 persone ed un solo sopravvissuto, il piccolo Eitan di 6 anni, poi le indagini, la scoperta di forti negligenze - secondo la Procura - nella manutenzione e non solo degli impianti. Le prime ammissioni, e poi le testimonianze che si sono aggiunte agli elementi probatori (come il perno inserito consapevolmente per bloccare i freni della Funivia, che se inseriti avrebbero impedito la tragedia).

Le testimonianze dei dipendenti della Funivia
Dalle testimonianze dei dipendenti - aveva scritto il Gip nell'ordinanza, oggi rigettata dal tribunale del riesame - "appare evidente il contenuto fortemente accusatorio nei confronti del Tadini", perché "tutti concordemente hanno dichiarato che la decisione di mantenere i ceppi era stata sua, mentre nessuno ha parlato del gestore o del direttore di servizio". 

La Procuratrice: "L'ipotesi dell'accusa oggi trova conferma"
"Il Riesame riconosce la validità dell'accusa", il commento all'ANSA della procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi, sulla decisione del Tribunale: "L'ipotesi fatta sin dall'inizio dall'accusa trova conferma. Il Riesame riconosce la validità della nostra impostazione". 

Nel provvedimento - a quanto si  apprende- i giudici del riesame non avrebbero condiviso le considerazioni del Gip, mentre avrebbero condiviso la ricostruzione fatta dagli investigatori e le valutazioni della procura: nei giorni subito successivi alla tragedia del 23 maggio "sussistevano esigenze di misure cautelari per Luigi Nerini, l'amministratore della società concessionaria dell'impianto e per l'ingegner Enrico Perocchio, direttore responsabile della sicurezza. Ragioni che non sono venute meno in questi mesi". I giudici torinesi hanno così deciso per gli arresti domiciliari sconfessando così quanto era stato disposto il 29 maggio dal Gip di Verbania Donatella Banci Buonamici. 
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