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ITALIA

Referendum del 17 aprile

Trivelle, Pd spaccato sul referendum. Cei: cattolici riflettano

Da parte dei vescovi "non c'è sì o no", mentre la sinistra contesta l'astensione

trivella piattaforma Adriatico (Ansa)
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Mentre all'interno del Pd si allargano le distanze tra la segreteria e la minoranza Dem sul referendum sulle trivelle, anche la Cei interviene sulla questione. "Non c'è un sì o un no da parte dei vescovi al referendum, ma il tema merita molta attenzione", ha spiegato il Segretario della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) Mons. Galatino. 

Guerini e Serracchiani: Referendum inutile
I vescovi, quindi, invitano a riflettere. All'interno del Pd invece già ci sono posizioni prese:"Questo referendum è inutile", dicono i vice segretari del partito, Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, riferendosi alla consultazione che si voterà il 17 aprile. Parere anticipato da una comunicazione all'Agcom sulla linea dell'astensione e dalle parole pronunciate sabato da Matteo Renzi, "Il quesito non ha buon senso", irrita la minoranza Pd e i governatori Dem che hanno proposto la consultazione. 

La sinistra contesta l'astensione
D'altra parte, all'interno del Pd c'è chi contesta l'astensione. Per primo Roberto Speranza che commenta: "Chi ha deciso l'astensione? Non la condivido affatto". Miguel Gotor annuncia fin d'ora che voterà sì al referendum e Gianni Cuperlo anticipa che andrà alle urne: "Definire inutile un referendum è sbagliato e non porta neppure bene. Usare la forza dei numeri riflette uno stile autoritario: pigiate il pedale del freno, subito". 

Attesa per l'intervento di Renzi
Mentre si attende l'intervento di Renzi in direzione, ci pensano i vicesegretari a dettare la linea del partito: il referendum "non blocca le trivelle (che in Italia sono già bloccate entro le 12 miglia, normativa più dura in Ue): il quesito riguarda la durata delle concessioni in essere. Se passerà, l'Italia dovrà licenziare migliaia di persone e comprare all'estero più gas e petrolio". "Ne parleremo in direzione lunedì - annunciano i vicesegretari - ratificando la decisione presa come vicesegretari. Chi vuole dare un segnale politico, fa politica: non spende 300 milioni del contribuente". 

Galantino: "Creare confronto"
Intanto i vescovi sottolineanto che "il tema è interessante e che occorre porvi molta attenzione. Gli slogan non funzionano. Bisogna piuttosto coinvolgere la gente a interessarsi alla questione. Il punto, quindi non è dichiararsi pro o contro alle trivelle, ma l'invito a creare spazi di incontro, di confronto". E rispondendo a una domanda sullo stesso tema, mons. Galantino ha affermato che "non gli dispiace" la posizione presa oggi sul referendum del 17 aprile - proposto da nove Regioni - dal quotidiano della Cei Avvenire nel solco della "conversione ecologica" e dei "nuovi modelli di sviluppo" indicati dalla Chiesa, sull'onda anche dell'enciclica Laudato si' di papa Francesco. Io ho voluto alzare il tiro - ha ulteriormente spiegato -. Il problema va affrontato alla luce non solo di quello che dice il Papa ma anche di quello che è stato lungamente discusso dalla Chiesa. Quindi parlarne, non fermarsi al si' o al no, perché manca un sufficiente coinvolgimento delle persone. E non si tratta - ha concluso - del solo problema delle trivelle, domani ci sarà quello del nucleare, poi altri ancora. Manca piuttosto l'approccio culturale, il ragionare sulle cose".
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