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ECONOMIA

La proposta di Tsipras arriva al Financial Times prima che ai ministri europei

La trattativa più trasparente della storia

Si sta trattando realmente o le mosse di Tsipras e dei leader dei paesi creditori mirano a provocare effetti nell'opinione pubblica e sui mercati in vista del referendum?

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di Luca Gaballo Questa è ormai la trattativa più trasparente della storia. Sappiamo tutto minuto per minuto. Ha cominciato l’operazione verità la Commissione europea pubblicando il testo integrale della proposta alla Grecia, dopo l’annuncio del referendum fatto da Tsipras. Il presidente Juncker  ha spiegato che doveva farlo perché il governo greco stava mentendo sulla sostanza ai propri cittadini. Poi sono cominciate ad apparire sulle pagine del Financial Times una serie di missive (leaked) inviate da Tsipras ai creditori. L’ultima, data 30 giugno, sta facendo brillare le borse di mezza Europa.

In effetti la lettera contiene novità. Il leader greco appare disposto ad accettare praticamente tutte le condizioni richieste ma senza chinare il capo del tutto, perché inserisce qualche distinguo di non grande importanza, come l’aliquota Iva ridotta per le isole e qualche mese di ritardo nell’entrata in vigore della riforma delle pensioni; in cambio chiede un ulteriore prestito di circa 29 miliardi che si impegna ad usare solo per pagare le scadenze sul debito da qui a due anni, e non per il funzionamento della macchina dello stato. Tsipras chiede, inoltre, ufficialmente, per la prima volta un negoziato sulla ristrutturazione del debito.

Nell’incertezza di queste giornate qualunque novità, anche una indiscrezione di stampa, poi ufficialmente confermata da Atene, provoca reazioni immediate ed importanti sui mercati, anche perché nessuno nella comunità finanziaria dubita che una qualche forma di ridefinizione del debito greco vada inclusa in ogni soluzione a lungo termine e quel che i mercati vogliono sentire è che si negozia ancora e il canale della comunicazione non è chiuso.  

Se non è chiuso è certamente congelato ribatte da Berlino Wolfgang Schaeuble, che richiama tutti alla linea enunciata ieri dalla cancelliera Merkel e da lei ripetuta oggi davanti al Bundestag, ovvero, “non ha senso trattare finché il referendum non sarà stato celebrato, i Greci hanno il diritto di svolgerlo e noi di rispondere” ha detto. Intervengono anche i “soliti burocrati” da Bruxelles le “Fonti interne alla commissione” spiegano alle agenzie che l’Iva sulle isole è questione di non piccola entità perché ha un impatto sul bilancio… Mentre per il commissario all’Euro Dombrovskis, neppure il referendum sarebbe valido perché il vecchio programma è scaduto, e poi i calcoli sono tutti da rifare perché i conti pubblici greci nel frattempo sono andati fuori controllo. Anche volendo, secondo lui, Tsipras non ha più di fronte neppure una proposta valida da accettare o meno e da presentare agli elettori.

Angela Merkel invece, da un'altra prospettiva, tutta politica, saluta il referendum come momento di chiarezza, di fronte al parlamento federale spiega che non è una questione di soldi ma di rispetto. “l'ammontare del debito greco rappresenta una cifra importante ma non tale da toglierci il sonno”. Per lei si tratta di una questione di principio. "La repubblica federale non può accettare un compromesso ad ogni costo", ha detto ai parlamentari.  

La posizione dell'Italia è differente, il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan rivendica il ruolo giocato dal nostro paese nel tenere aperto comunque il dialogo e saluta come importanti passi avanti gli sviluppi degli ultimi giorni, "Una soluzione" ha detto Padoan alla camera, "non può prescindere dall'impegno politico del governo greco a sostenere una linea ritenuta fino a pochi giorni fa inattuabile" e conferma che "l'uscita della Grecia dall'Euro non è mai stata considerata una opzione"

Insomma la situazione evolve di ora in ora tra stop and go, tra richiami ai grandi scenari e ai dettagli. Anche il francese Hollande dall'Eliseo spinge perché l'Eurogruppo riconosca le novità contenute nell'ultima proposta di Tsipras. Ma ognuno parla alle proprie opinioni pubbliche in primo luogo. La trasparenza esibita è spia anche della incomunicabilità tra le parti. Hanno smesso ufficialmente di parlare tra loro ma continuano a mandare messaggi per influenzare gli elettori e i mercati. Mentre la lettera compare sulle pagine del Financial Times, infatti, a Francoforte il board BCE deve valutare se estendere, mantenere o ritirare la linea di liquidità per il sistema bancario greco. Il fatto che il premier greco si dichiari disposto ad accettare la sostanza delle richieste dei creditori e che le borse festeggiano può avere un qualche peso anche in quelle stanze

Secondo Claudia Segre, direttore esecutivo di Assiom Forex, intervistata da Rainews24, la lettera di Tsipras dimostra che il negoziato vero non è più ormai sulle condizioni dettate o richieste dall’Europa in cambio di fondi  o sul grado maggiore o minore di austerità da praticare in Grecia,  ma su come gestire un default inevitabile in modo ordinato su quello che è con tutta evidenza un debito insostenibile. Verrà, speriamo, anche il momento per concordare misure tali da rilanciare la crescita e lo sviluppo in Grecia con riforme vere e un piano di investimenti, senza il quale il paese non vedrà mai alcuna luce. 

La verità che si fa fatica ad accettare è che si son persi sei mesi in un furibondo scontro ideologico su chi fosse il principale colpevole della crisi: la Grecia o la Troika, e in un defatigante negoziato su tagli e riforme che ormai, lo dice il commissario Dombrovskis rischiano di essere superate dall'evoluzione della realtà. Almeno un merito al governo Tsipras andrà riconosciuto. Quello di aver sollevato il velo su un groviglio di contraddizioni irrisolte che andava guardato per quel che è. Non è una questione di soldi ma una questione di principio, dice Angela Merkel. Forse se fosse stata una questione di soldi la soluzione si sarebbe trovata molto prima. 
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