Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Turchia-corte-costituzionale-conferma-la-revoca-immunita-parlamentare-ai-deputati-opposizione-c99ecea2-a092-4e2d-94bb-126e99abf2d5.html | rainews/live/ | true
MONDO

Turchia

La corte costituzionale conferma la revoca dell'immunità parlamentare ai deputati dell'opposizione

50 su 59 deputati del partito socialdemocratico e filocurdo Hdp potrebbero essere arrestati, con gravi accuse. Intanto Amnesty international chiede la revoca immediata dell'accordo sui migranti tra Unione europea e Turchia

Il presidente turco Erdogan con la cancelliera Merkel
Condividi
Mentre il presidente Turco Recep Tayyip Erdogan si trova in visita a Mogadiscio in Somalia, la Corte Costituzionale turca ha respinto i ricorsi sulla questione di legittimità sollevata dal partito filo-curdo Hdp e dal liberale Chp dopo la decisione del Parlamento di Ankara di revocare l'immunità a 138 deputati. 

La battaglia politica aperta dalla decisione del Parlamento turco del 20 maggio era arrivata alla Corte Costituzionale sei giorni dopo con la richiesta di annullare il controverso emendamento costituzionale.

Meral Danis Bestas, dell'Hdp, ha commentato affermando che si tratta di una decisione politica, contro la quale il suo partito ricorrerà alla Corte europea per i diritti dell'uomo.

La legge in questione è stata fortemente voluta dal presidente Recep Tayyip Erdogan e l'Hdp la considera un espediente per espellere del tutto il partito dal parlamento, visto che 50 dei suoi 59 deputati sono sotto inchiesta per reati gravi tra i quali il terrorismo e potranno essere condannati una volta che Erdogan avrà firmato la legge.

La decisione della Corte costituzionale Turca riaccende i riflettori sul record poco lusinghiero per il rispetto dei diritti umani in Turchia, proprio mentre la decisione del parlamento tedesco di condannare il genocidio degli armeni, avvenuto in Siria e Anatolia nel 1915, ha aperto una nuova crisi diplomatica tra la Germania e la Turchia e mentre vacilla l'accordo tra Unione europea e Turchia per l'assistenza in Turchia ai profughi che cercanodi raggiungere l'Europa.

Amnesty International interviene duramente sulla questione affermando che la Turchia non è un Paese sicuro per i rifugiati e l'Unione europea deve bloccare l'accordo 'illegale' che impone ai migranti di tornare in quel Paese.  "Ai richiedenti asilo e rifugiati è negata la protezione in Turchia. Non è un Paese sicuro per loro", ribadisce John Dalhuisen, direttore per l'Europa e l'Asia centrale. "I dati in possesso di Amnesty International smascherano l'idea inventata che la Turchia possa rispettare i diritti e soddisfare le esigenze di più di tre milioni di richiedenti asilo e rifugiati", ha aggiunto.

Secondo l'organizzazione, la Turchia non ha alcuna capacità di visionare rapidamente le domande di asilo e i rifugiati devono così affrontare lunghi periodi di tempo, anche anni, in un limbo giuridico. Il rapporto denuncia che i profughi ricevono poco aiuto o assistenza da parte delle autorità  turche e che vi sono casi diffusi di lavoro minorile nelle famiglie di rifugiati. 
 
Condividi