Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Uccise-ex-condannato-a-20-anni-rivolta-del-parenti-della-vittima-in-Tribunale-4cca4a49-4bdc-4f7e-9c99-4c704f8c5cbe.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Roma

Omicidio Nicole Lelli: marito condannato a 20 anni. In Tribunale rivolta dei parenti della vittima

Momenti di tensione e tentativo di aggressione dell'imputato nel tribunale di Roma dopo la sentenza di condanna a 20 anni per Yoandris Medina Nunez, ventiquattrenne cubano che nel novembre dello scorso anno uccise la ex, Nicole Lelli, 23 anni, con un colpo di pistola. Dopo la sentenza è esplosa la rabbia di familiari e amici della vittima
 

Condividi
Una condanna a 20 anni di reclusione per un femminicidio e la furia di familiari e amici della vittima. E' stata una fine di mattinata intrisa di tensione nel tribunale della Capitale per il procedimento relativo all'omicidio di Nicole Lelli, 23 anni, uccisa con un colpo d'arma da fuoco nel novembre dello scorso anno, fuori da una discoteca di Testaccio.

La pena stabilita dal giudice nei confronti di Yoandris Medina Nunez non ha soddisfatto i molti che si erano dati appuntamento a piazzale Clodio, fissando anche degli striscioni all'ingresso della cittadella giudiziaria.

L'accusa (il pm Edoardo De Santis) aveva chiesto, in sede di requisitoria, l'ergastolo e questo aveva in qualche modo orientato i molti che si sono affollati fuori dall'aula della II sezione gup. Ma la decisione del giudice Claudio Carini di comminare 20 anni ha fatto scattare la rabbia. "Dovete darcelo a noi", ha gridato più di uno, saputa la sentenza. "Quello tra dieci anni esce... E' uno schifo". E poi: "Lo voglio linciare, fare a pezzi". In mezzo alla confusione di grida e spinte qualcuno ha anche lanciato una piccola bottiglia d'acqua verso il cordone di forze dell'ordine che era stato messo a protezione dell'aula. Già erano decine, a quel punto, i curiosi presenti nei corridoi. Polizia, carabinieri ed agenti di polizia penitenziaria hanno faticato a tenere sotto controllo la situazione. "E' un maledetto, un maledetto", hanno continuato alcuni parenti. Solo dopo che la mamma ed il padre di Nicole hanno parlato e gridato di smetterla, di lasciare il tribunale, è stato possibile far uscire dall'aula i presenti e pian piano riportare le cose alla calma.

Secondo quanto ricostruito anche in aula Yoandris, 25 anni, era ossessionato da Nicole. Si erano lasciati dopo appena un anno dal matrimonio celebrato a Cuba. La ragazza aveva provato a lasciarlo tante altre volte prima di quel tragico sabato sera per i continui litigi e le botte subite da Nicole. Quella notte purtroppo però l'uomo l'aveva contattata mentre lei era in una discoteca di via Galvani. Una volta uscita dal locale Nicole ha trovato Yoandris armato di pistola che l'ha colpita alla testa. 

Anm: fatto grave, frutto delegittimazione
"Quanto è successo oggi è un fatto grave, conseguenza di quella delegittimazione che coinvolge da tempo la nostra categoria. Il giudice Carini, nel caso specifico, si è limitato ad esercitare il proprio dovere applicando quanto previsto dal codice". Lo ha detto Costantino de Robbio, segretario dell'Anm distretto di Roma e Lazio, in merito ai disordini avvenuti oggi in tribunale dopo la condanna a 20 anni per l'omicidio di Nicole Lelli.

"Questa condanna è una pena vicina al massimo applicabile in caso di giudizio abbreviato per un omicidio - continua De Robbio - Essere minacciati nell'esercizio delle proprie funzioni in un palazzo di giustizia ed essere costretti a non poter uscire dall'aula è quanto di più grave possa accadere in un tribunale. E' la prima volta che un fatto simile accade a Roma e non è da escludere che, visto il clima che si respira ovunque, possa nuovamente accadere. Ho sentito con le mie orecchie persone pronte a fare giustizia sommaria anche nei confronti del magistrato che ha emesso la sentenza".

 
Condividi