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MONDO

La crisi nel cuore dell'Europa

Ucraina: Poroshenko annuncia lo scioglimento del Parlamento

Il presidente ucraino ha sciolto la Rada aprendo la strada ad elezioni anticipate che si terranno il 26 ottobre. Mosca annuncia l'invio di un nuovo convoglio di aiuti umanitari e accusa Kiev di "pulizia etnica"

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Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha deciso di sciogliere la Rada, il parlamento del Paese, e ha fissato per il 26 ottobre la convocazione di nuove elezioni politiche. Lo si legge in un lungo messaggio dello stesso Poroshenko, riportato dall'agenzia ucraina Unian, nel quale fra l'altro il presidente afferma che un nuovo parlamento è necessario al Paese per "uscire dalla guerra" - che contrappone le forze governative ai ribelli delle regioni dell'est russofono - e per accelerare il cammino d'integrazione nell'Ue. 

Lo scenario politico
L'attuale Rada infatti non rappresenta più lo scenario politico. I deputati sono stati eletti il 28 ottobre del 2012 e - salvo cambi di fronte - sono ancora presenti molti deputati del Partito delle Regioni filo-russo dell'ex presidente Viktor Yanukovich. Secondo forza Patria di Yulia Tymoshenko (risultata terza alle presidenziali di giugno) e Riforma dell'attuale sindaco di Kiev ed ex campione di pugilato, Vitaly Klitchko.

Maggioranza sotto accusa
In un tweet il capo dell'ufficio stampa presidenziale, Sviatoslav Tsegolko accusa la maggioranza del Parlamento in carica - che nei mesi scorsi ha in buona parte cambiato bandiera dando sostegno alle nuove autorità 'filo-occidentali' salite al potere con la rivolta di Maidan, ma che in origine era stata eletta con prevalenza di sostenitori del deposto presidente 'filo-russo' Viktor Ianukovich - di aver approvato nel passato "leggi dittatoriali". E di non avere quindi legittimità di fronte al popolo. Di quelle leggi, ha poi avvertito, i deputati uscenti dovranno "rispondere".

Il presidente preoccupato per l'invio di un nuovo convoglio di aiuti da Mosca
Poroshenko si è detto oggi "molto preoccupato" a seguito dell'annuncio di Mosca dell'invio di un altro convoglio di aiuti umanitari destinati alle popolazioni dell'est dell'Ucraina e per la notizia secondo cui una trentina di blindati avrebbe varcato il confine russo con l'Ucraina, nei pressi di Mariupol, nel sudest del Paese. Notizie che aumentano la tensione alla vigilia del probabile incontro - il Cremlino ''non lo esclude'' - tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko, a margine del summit di Minsk tra Ue-Ucraina-Unione doganale (Russia-Bielorussia-Kazakhstan). Kiev sostiene che le guardie di frontiera ucraine abbiano fermato una colonna di una decina di blindati (30 secondo altre fonti) vicino a Novoazovsk, ad una decina di km dalla frontiera russo-ucraina, diretti verso Mariupol, città che i governativi hanno sottratto ai separatisti nei mesi scorsi. ''E un tentativo da parte delle truppe russe, camuffate da miliziani del Donbass, di aprire una nuova area di confronto militare'', ha tuonato il portavoce militare ucraino Andrii Lisenko, anche se lo Stato maggiore di Kiev ammette una ''intensificazione dell'azione del nemico'', ossia la ''controffensiva'' rivendicata dai ribelli.

La Russia accusa Kiev di "pulizia etnica"
Mosca intende continuare ad sostenere le popolazioni civili dell'est ucraino, spiega il ministro degli Esteri Lavrov, evocando i ''crimini di guerra'' dell'esercito, dopo i bombardamenti degli ultimi giorni delle città assediate dai governativi e le numerose immagini di obiettivi civili colpiti, e il rischio di ''pulizia etnica'' della popolazione russofona dell'Ucraina orientale. 

 
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