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MONDO

Oltre 5mila vittime nei combattimenti tra ribelli ed esercito di Kiev

Ucraina, telefonata Merkel-Hollande-Poroshenko-Putin: mercoledì vertice di pace a Minsk

Berlino: "Si è lavorato ancora ad un pacchetto di misure", nell'ambito degli "sforzi" per una "regolazione del conflitto nell'est del paese". Poroshenko: "L'obiettivo dei colloqui è un cessate il fuoco immediato e incondizionato". Putin: "L'incontro a Minsk si farà se riusciremo a trovare prima un accordo sulle posizioni"

I 4 leader
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Conference call sulla crisi ucraina tra Angela Merkel, Francois Hollande, Vladimir Putin e Petro Poroshenko. I leader hanno proposto di incontrarsi mercoledì a Minsk, capitale della Bielorussia. Lo fa sapere il portavoce del governo tedesco.

La telefonata era stata programmata dopo le visite di Hollande e Merkel a Kiev, dove giovedì hanno incontrato Poroshenko, e a Mosca, dove venerdì hanno visto Putin.

Si tratta dell'ultimo tentativo della diplomazia internazionale per cercare di trovare una soluzione al conflitto nell'est dell'Ucraina, dove in seguito agli scontri tra esercito di Kiev e ribelli filorussi oltre 5mila persone hanno già perso la vita. 

Berlino: "Si è lavorato a un pacchetto di misure"
Si è lavorato ad un "pacchetto di misure", nell'ambito degli "sforzi" per una "regolazione del conflitto nell'est dell'Ucraina". E' quello che il portavoce di Angela Merkel scrive nel comunicato sulla conference call, definita "esaustiva". 

Poroshenko: "Ci sono stati dei progressi"
Nella telefonata avuta questa mattina con Vladimir Putin, Angela Merkel e Francois Hollande ci sono stati dei progressi sulla crisi nell'est dell'Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Petro Poroshenko, precisando che l'obiettivo dei colloqui in programma a Minsk è raggiungere un cessate il fuoco "immediato e incondizionato" da entrambe le parti.

Putin: "L'incontro a Minsk si farà se riusciremo a trovare prima un accordo sulle posizioni"
Putin, invece, dal canto suo ha commentato che l'incontro pianificato mercoledì a Minsk si terrà "se riusciremo prima di allora a trovare un accordo sulle posizioni". 

Mogherini: "Ottima chance l'incontro a Minsk mercoledì"
"Non era scontato l'esito della conference call di stamani in formato Normandia. Quella di mercoledì a Minsk è un'ottima chance". Lo ha detto, in un'intervista al Tg1, l'alto rappresentante degli Affari Esteri dell'Ue, Federica Mogherini. "L'esigenza è di evitare che il conflitto vada totalmente fuori controllo ed impedire una spirale che porterebbe l'Europa, non solo l'Ucraina, su una strada molto pericolosa", ha aggiunto. 

Kerry: "Nessuna spaccatura tra Usa ed Europa"
A Monaco, intanto, è il terzo giorno della conferenza sulla sicurezza, durante la quale si discute proprio di Ucraina. Gli Usa e l'Europa rimangono uniti sulle politiche da adottare nei confronti della Russia. Lo ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry, in riferimento all'apparente spaccatura sulla fornitura di armi a Kiev che vedrebbe gli Usa disposti ad agire in tal senso, e l'asse franco-tedesco contrario a tale ipotesi.  "Non ci sono divisioni e spaccature. Siamo uniti e lavoriamo a stretto contatto a sostegno dell'Ucraina", ha detto Kerry. Il capo della diplomazia Usa ha poi sottolineato che più a lungo Mosca continua a destabilizzare l'est dell'Ucraina e "più a lungo saremo costretti ad alzare i costi sulla Russia".

McCain, dobbiamo fornire armi agli ucraini
"Dobbiamo fornire armi agli ucraini". E' l'opinione del senatore repubblicano americano, Johan McCain che, intervenendo a Monaco, ha affermato che solo così si può dare a Kiev la possibilità di difendersi. "Premesso che non possa esserci una soluzione militare al conflitto in Ucraina, il che è vero, questo non significa che non vi sia una dimensione militare nel conflitto". Vladimir Putin, secondo McCain, "vuole dominare l'Ucraina e altri paesi vicini". "L'Ucraina non vuol fare altro che difendere il suo Paese", ha aggiunto.

Il ministro degli esteri russo: "Armi a Kiev? Conseguenze imprevedibili"
L'eventuale fornitura di armi all'esercito ucraino da parte dell'Occidente potrebbe avere "conseguenze imprevedibili" e rappresenta una minaccia per "gli sforzi a trovare una soluzione politica al conflitto nel sudest del Paese". E' quanto si legge in una nota pubblicata sul profilo Facebook del ministero degli Esteri russo.

Gentiloni: "Armi a Kiev rischio enorme ma rispetteremo scelta Usa"
"Non ci dobbiamo assolutamente rassegnare all'idea che la strada del dialogo sia finita. Ma se non otteniamo risultati sarà inevitabile un ulteriore rafforzamento delle sanzioni, che pure l'Italia non vuole". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a "In mezz'ora" su Raitre, aggiungendo: "Fornire armi a Kiev è un "rischio enorme", ma se l'amministrazione Usa dovesse decidere in questo senso, l'Italia "rispetterà comunque" la decisione. 

Mogherini: "No alternativa a soluzione diplomatica" 
Alla crisi ucraina non esiste altra via che una "soluzione diplomatica". Lo ha detto responsabile della Politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, a Monaco. "Non sappiamo - ha sottolineato il capo della diplomazia dei Ventotto nel corso della Conferenza - se i nostri sforzi avranno successo ma abbiamo l'obbligo di provare".  Bruxelles ha messo in campo una mediazione per alleggerire la "pressione economica" sull'Ucraina con un'assistenza finanziaria aggiuntiva di 1 miliardo e 800 milioni di euro ma, ha sottolineato Mogherini, "bisogna fare di più". 

"L'Ue aperta al dialogo con Mosca"
L'Unione europea è "aperta al dialogo" con Mosca, ha inoltre sottolineato Federica Mogherini. "La nostra visione delle relazioni con la Russia - ha detto il responsabile della Politica estera dell'Ue - è stata improntata a una partnership per la prosperità e la sicurezza. Mai, l'Ue potrà essere vista come un progetto contro qualcuno. Non accadrà mai. Le porte dell'Ue restano aperte al dialogo, ma non possiamo mettere in discussione i nostri principi internazionali e i nostri valori. Mai". 

Ministro degli esteri francese: "Russia grande forza militare, non rispetta democrazia"
Tra gli interventi alla Conferenza anche quello del ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. Esiste un problema di fondo, "una grande questione nel cuore dell'Europa", ossia un Paese con "enormi capacità militari", con un leader unico e poco rispettoso per i diritti democratici, ha detto riferendosi alla Russia. D'altra parte, ha aggiunto, c'è "un insieme di Paesi" reticenti a usare la violenza e che si reggono su principi come la trasparenza, la democrazia e lo stato di diritto. 
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