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MONDO

Agricoltura

Ue, Rinviata decisione sul glifosato. Dubbi sui rischi per la salute

Lo slittamento della decisione sul rinnovo dell'autorizzazione al commercio dell'erbicida più venduto al mondo è arrivato dopo le pressioni di Italia, Francia, Ong e gruppi dell'Europarlamento

Erbicida (gettyimages)
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La Commissione Europea non ha ancora preso una decisione sull'autorizzazione alla vendita del glifosato, l'erbicida più usato al mondo. Nonostante quattro anni di studi e 90mila pagine di documenti, la Commissione ha rinviato la scelta. Uno slittamento dovuto ai dubbi sulla sicurezza per la salute. Ci sono pareri discordanti sul rischio di cancerogenicità dell'erbicida: per l'autorità Ue per la sicurezza alimentare (Efsa) "è improbabile che sia cancerogeno" mentre per l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) è "probabilmente cancerogeno".

Bruxelles non intende rinunciare a una decisione entro giugno quando scadrà l'autorizzazione in corso: ha chiesto così agli esperti dei 28 stati UE di inviarle per il 18 marzo le proposte di modifica che auspicano siano apportate al testo in discussione. La questione sarà di nuovo sul tavolo del prossimo comitato europeo in programma il 18 e 19 maggio, ma la riunione potrebbe essere anticipata.

Il no al glifosato è sostenuto dall'Italia, dalla Francia e dall'Olanda, ma anche da diversi gruppi politici del Parlamento europeo, dai Socialdemocratici ai Verdi, fino alle Ong. La Germania e altri Stati hanno detto che in caso di voto si sarebbero astenuti.
 
Il ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, quello della Salute, Beatrice Lorenzin, e il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sono d'accordo sul superamento dell'utilizzo del glifosato. "Ancora prima della discussione europea sul glifosato abbiamo iniziato un lavoro coordinato con le Regioni per incentivare pratiche agronomiche più sostenibili - ha commentato Martina in un'intervista a Repubblica - Nella scelta degli obiettivi prioritari di spesa dei fondi europei, infatti, abbiamo destinato oltre 2 miliardi alla produzione integrata che ci consentirà anche di percorrere la strada dell'azzeramento dell'uso del glifosato entro il 2020". Sul glifosato l'Italia non ha "nessuna posizione ideologica - aggiunge il ministro - il glifosato è un prodotto utilizzato in tutta Europa e per questo serve una decisione comune che non penalizzi nessun singolo Paese. Noi lavoriamo per un suo superamento. In generale, negli ultimi 10 anni l'uso di pesticidi in italia si è ridotto del 45%. Il segno che i nostri agricoltori hanno già iniziato a fare scelte precise".

Le organizzazioni agricole hanno messo le mani avanti: "In una situazione di forti importazioni low cost - ha detto Coldiretti - è necessario che l'eventuale divieto riguardi coerentemente anche l'ingresso in Italia e nell'Ue di prodotti stranieri con residui di glifosato". Confagricoltura ha invitato alla prudenza. "Prima di togliere l'autorizzazione ad un erbicida come il glifosato servono certezze scientifiche, altrimenti si crea solo un danno ai produttori e all'ambiente".
 
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