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ITALIA

Il nuovo indizio vicino al rio Mersa dove il 18 ottobre sono emersi i resti

Un telo vicino a Elena Ceste e l'sms al medico di famiglia: nuovi particolari nel giallo di Asti

I carabinieri hanno accertato che il messaggio era partito da una cabina telefonica di Angri, paese d’origine del marito della donna

Elena Ceste
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C'è un nuovo indizio nelle indagini per la scomparsa, e la morte, di Elena Ceste. È un telone, di quelli usati in agricoltura per proteggere le colture da gelo e grandine, trovato vicino al rio Mersa, il canale da cui il 18 ottobre sono emersi i resti della donna scomparsa nove mesi prima.

Trovato un telo vicino al corpo
La scoperta è avvenuta nel corso del sopralluogo di ieri dei carabinieri. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. "Sono in corso verifiche su tutti gli elementi raccolti in questi nove mesi", è la versione ufficiale degli investigatori, che si sono presentati a casa di Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste.

Il sopralluogo nella serra
Un vero e proprio sopralluogo, che si è soffermato in particolare sulla serra dell'uomo, al momento l'unico indagato per la scomparsa e la morte della donna da cui ha avuto quattro figli di età compresa tra i 6 e i 14 anni.

Le indagini degli inquirenti
Nella casa di Costigliole d'Asti, a poche centinaia di metri dal canale di scolo nascosto tra i rovi in cui è stato trovato il cadavere, i militari hanno scattato diverse fotografie. Serviranno a paragonare il telo recuperato con quelli presenti nella serra, da dove sarebbero stati prelevati anche alcuni campioni di terra.

Il telo usato per trasportare il corpo?
Il telo potrebbe essere stato utilizzato per trasportare il corpo della donna nelle campagne di Motta, appunto dove è stato trovato. Ricostruzione, quest'ultima, che farebbe pensare a un delitto e non a una caduta accidentale o al suicidio. Ma
potrebbe anche non avere nulla a che fare con la morte della donna che sabato scorso avrebbe compiuto 38 anni.

L'sms da una cabina
Ma c'è anche un sms al vaglio degli inquirenti: "Ho visto Elena quella mattina alle 8.30 era un con un uomo che l’ha trascinata per i capelli sino dentro la chiesa" è il testo di un messaggio inviato a metà giugno al medico di famiglia di Elena Ceste. I carabinieri nel nucleo operativo, scrive La Stampa, hanno accertato che il messaggio era partito da una cabina telefonica di Salerno, esattamente da Angri, paese d’origine del marito di Elena. Le videocamere che proteggono lo studio, avevano ripreso tempo addietro Michele che, uscito dall’auto, si era avvicinato alla targhetta, con gli orari e il numero di cellulare del medico, per poi allontanarsi. Come poteva l’autore dell’sms conoscere, a Salerno, proprio il numero del dottore di Costigliole d’Asti? 

Ancora da stabilire le cause della morte
L'autopsia eseguita sabato scorso non ha stabilito le cause della morte. "Le condizioni dei resti erano tali da non consentire di rilevare tracce chiare di violenza", è stato il primo responso degli esperti, che sin qui sono stati in grado di escludere soltanto la presenza di ferite da fuoco e da arma da taglio.

Attesa per esami istologici
Così, mentre dal rio Mersa continuano a emergere resti di Elena Ceste si attende
l'esito degli esami tossicologici e istologici, ultimo appiglio a cui aggrappare le speranze di far luce ai tanti perché di questa vicenda.
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