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POLITICA

Il dibattito sui diritti

​Unioni civili, Renzi: "Maxi-emendamento con fiducia senza 'stepchild adoption' "

Ok dall'assemblea dei senatori Pd sulla scelta del governo di presentare un maxiemendamento alla legge sulle unioni civili senza la "stepchild adoption". Giovedì la fiducia. Zanda: adozioni in proposta legge ad hoc. La minoranza Pd: meglio via parlamentare. Alfano chiede ritocchi. Intanto Grasso ha giudicato inammissibili i sette emendamenti premissivi, i cosiddetti super-canguri. 

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"M5s non può prenderci in giro". E' stato questo l'esordio di Matteo Renzi alla riunione dei senatori del Pd convocata a Palazzo Madama per valutare l'accordo con Ncd e la proposta di sostituire il ddl Cirinnà con un maxi-emendamento senza la 'stepchild adoption'. Tornando sulla vicenda M5S ha detto: "Ero convinto che i Cinque Stelle sul Marcucci potessero giocare una partita diversa. Ho sbagliato. Non immaginavo tanto cinismo. Di fronte ad una proposta seria si sono tirati indietro come con Letta, Bersani e con me sulla legge elettorale. Non possiamo andare avanti così: errare è umano, perseverare è diabolico".

"La soluzione per approvare il ddl sulle unioni civili è mantenere l'impianto del ddl Cirinnà con gli emendamenti che sono stati immaginati - ha proseguito il Premier - ovvero quelli a prima firma Lumia e lo stralcio dell'articolo 5 sulla stepchild adoption. Anche se, forse, non ci staranno tutti i nostri alleati".  Infine Renzi ha lasciato la scelta ai senatori sia sui contenuti del testo che sul proseguire con la strada parlamentare o mettere la fiducia sul maxi-emendamento sottolineando però che "con il voto di fiducia il ddl sarebbe legge nel giro di due mesi".

"E' una fiducia al Paese e non al governo. Voglio chiedere a Sel di votarla". Ha affermato la senatrice Monica Cirinnà all'assemblea dei senatori Pd in un intervento definito dai presenti appassionato, a favore della fiducia sul maxiemendamento proposta dal premier Matteo Renzi. "Voglio evitare i voti segreti agli articoli 2 e 3 del testo", ha spiegato inoltre la relatrice del ddl. 

Ok Pd a stralcio adozioni ma resta impianto ddl
C'è "condivisione" nel gruppo Pd al Senato sulla scelta del governo di presentare un maxiemendamento alla legge sulle unioni civili senza l'articolo 5, che riguarda la "stepchild adoption". La linea non è stata sancita da un voto ma, spiegano diverse fonti di maggioranza e minoranza, deriva da una condivisione emersa nel dibattito. L'impegno del governo è non stravolgere il testo Cirinnà nell'emendamento, recepire le modifiche di Lumia già condivise nel gruppo e stralciare dal testo il tema adozioni. "E' il segno dell'impegno e la dimostrazione di quanto il Pd tenga a questa stagione di diritti" ha detto al termine dell'incontro il capogruppo, Luigi Zanda. Contemporaneamente, ha aggiunto Zanda, sarà presentato un ddl che rivedrà il tema delle adozioni.

L'emendamento del governo alla legge sulle unioni civili sarà presentato, con ogni probabilità, domani in Aula al Senato. Lo si apprende da fonti di governo. L'ipotesi che circola in ambienti parlamentari è che si svolga poi giovedì il voto di fiducia. 

Minoranza Pd: meglio via parlamentare  
La minoranza Pd ha ammesso di preferire la "via parlamentare piuttosto che soluzioni pasticciate". Lo ha detto con chiarezza Cecilia Guerra al gruppo. "Le due alternative non sono eguali: sono chiari i rischi della via parlamentare, mentre non si capisce chi c'è sulla fiducia e soprattutto cosa c'è dentro il maxi emendamento. Non si può andare oltre gli emendamenti Lumia" e senza art. 5 e con ritocchi al 3 "rischiamo di fare disastri". La capogruppo di Sel, Loredana De Petris, ha sottolineato: "Alla luce delle comunicazioni del presidente Grasso il ricorso alla fiducia appare del tutto infondato e pretestuoso".


Lo stop di Grasso sui 'supercanguri'
Il presidente del Senato Pietro Grasso dichiarerà inammissibili tutti gli emendamenti premissivi al ddl sulle unioni civili. Via dunque il supercanguro Marcucci, ma anche quello a firma Mala (Fi) e gli altri sottoscritti dalla Lega Nord. In tutto 7 emendamenti, premissivi appunto, in modo da "consentire un ordinato svolgimento dei lavori e un attento esame di tutti gli emendamenti presentati senza effetti preclusivi". E' quanto si apprende da fonti qualificate in ordine alle comunicazioni che Grasso ha fatto in occasione della conferenza dei capigruppo "informale" convocata a Palazzo Madama. In seguito all'esame delle proposte di modifica il presidente Grasso ha inoltre reso noto che le proposte emendative si sono "sensibilmente ridotte" anche rispetto ai 1.280 emendamenti rimasti dopo il ritiro da parte della Lega Nord. Al netto degli emendamenti inammissibili, identici, simili e a scalare, ne resteranno, nelle valutazioni, anche "meno di 500".

Secondo Grasso gli emendamenti premissivi, ovvero i supercanguri, cono stati "tollerati in rare occasioni da altre Presidenze" come "reazione proporzionata della maggioranza rispetto a ostruzionismo esasperato". Nel corso dell'esame del disegno di legge Unioni civili, secondo quanto si apprende, ci saranno cinque o sei voti segreti.

Zanda: "Se Grasso avesse parlato prima, discussione diversa" 
 "Se avessimo conosciuto questa decisione con maggiore anticipo, lo svolgimento della discussione sarebbe stato diverso". Così il capogruppo Pd Luigi Zanda risponde ai cronisti che gli chiedono se dopo la decisione del presidente del Senato Pietro Grasso di dichiarare inammissibili i super canguri, cambierà qualcosa sull'ipotesi fiducia.

M5S: "Condizioni per discussione"
"Avevamo ragione noi, ci sono tutte le condizioni per discutere in Aula tranquillamente". Afferma, al termine della capigruppo al Senato, la presidente dei senatori M5S Nunzia Catalfo sottolineando ai cronisti che porre la fiducia serve al Pd a "nascondere spaccature interne". La Lega, prosegue, "ha confermato che non allungherà i tempi con atteggiamenti ostruzionistici, noi abbiamo chiesto in capigruppo di inserire anche dei giorni lavorativi suppletivi".

 
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