Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Uno-Bianca-permesso-per-Pasqua-a-uno-dei-killer-le-vittime-protestano-Alberto-Savi-066d9e2e-21ee-41b3-94cf-fc028ed775a2.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Fuori Alberto Savi

Uno Bianca: permesso per Pasqua a uno dei killer, i parenti delle vittime protestano

Il 53enne in carcere a Padova è uscito per tre giorni e mezzo in occasione delle festività, la decisione è “una vergogna” per la madre di uno dei carabinieri uccisi dalla banda

Condividi
La banda della Uno Bianca, tristemente protagonista delle cronache tra gli anni ’80 e ’90, con ben 103 delitti (e 24 morti) in Emilia – Romagna e nelle Marche, torna a scatenare polemiche, per il permesso concesso in occasione della Pasqua ad Alberto Savi, uno dei membri della temuta organizzazione criminale. La decisione di far uscire dal carcere Savi, il più giovane dei tre fratelli coinvolti nella banda, con i leader Fabio e Roberto, è " una vergogna, un'indecenza", secondo Anna Maria Stefanini, madre di Otello, carabiniere ucciso insieme ai colleghi Andrea Moneta e Mauro Mitilini, dal gruppo criminale composto per la gran parte da agenti di Polizia con simpatie di estrema destra. Alberto Savi, 53 anni, ha avuto l’autorizzazione ad un permesso di tre giorni e mezzo, con la possibilità di uscire a Pasqua per pranzo, ed in questa occasione è stato visto insieme alla compagna.
 
A chi lo ha avvicinato, avrebbe detto "rischiamo di fare del male a tante persone...", ed è dura la replica di Stefanini, secondo cui “male alle persone lo hanno già fatto e nessuno ce lo leva per tutta la vita". La donna accusa: "ci si  è dimenticati di quello che hanno fatto. Ascoltano più loro che noi, le vittime non contano niente", Savi aveva già avuto permessi, come conseguenza di un percorso in carcere di pentimento e risocializzazione, giudicato meritevole di questo tipo di benefici dal tribunale di Sorveglianza. Ma i parenti delle vittime non ci stanno: "non so come fanno questi giudici a dare agevolazioni a persone che hanno fatto quello che hanno fatto – conclude la madre della vittima -  noi la pensiamo così e non ci ascolta nessuno. Mio figlio aveva 22 anni e tre mesi e io da allora porto fiori al cimitero". Sull’argomento è intervenuta Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, affermando che "non si può ignorare come la comunità bolognese sia turbata dal riaprirsi di antiche ferite mai rimarginate: ai familiari delle vittime, alla presidente della loro Associazione Rosanna Zecchi, a quanti hanno sofferto e avuto paura per i crimini della banda della Uno Bianca vanno la nostra vicinanza e la nostra solidarietà".
 
Condividi