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MONDO

Usa, Johnson & Johnson condannata a pagare 572 milioni per crisi oppiacei

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Un giudice dell'Oklahoma ha condannato la multinazionale Johnson & Johnson a pagare 572 milioni di dollari di danni allo Stato per il ruolo della società nella crisi degli oppiacei. Il giudice Thad Balkman del tribunale distrettuale della contea di Cleveland a Norman, in Oklahoma, ha stabilito che J&J con "le sue pratiche di marketing" ha alimentato la crisi degli oppiacei che negli Usa ha raggiunto livelli epidemici.

I danni richiesti alla J&J dal procuratore generale dell'Oklahoma, Mike Hunter, erano di 17 miliardi e l'ammenda più lieve del previsto ha messo le ali ai titoli della società nell'after hours di Borsa.Johnson & Johnson ha annunciato che ricorrerà in appello. Il caso portato avanti dal procuratore generale dell'Oklahoma è stato il primo ad arrivare a processo tra i centinaia di ricorsi mossi da autorità pubbliche locali contro le case farmaceutiche e i distributori di antidolorifici per la crisi degli oppiacei.

Le case farmaceutiche Purdue Pharma e Teva avevano patteggiato ammende con lo Stato dell'Oklahoma rispettivamente pari a 270 milioni di dollari, lo scorso marzo, e a 85 milioni di dollari lo scorso maggio. In Ohio ci sono oltre 2000 cause pendenti per la crisi degli oppiacei che secondo le autorità Usa hanno provocato 400.000 morti per overdose dal 1999 al 2017. Solo in Oklahoma, secondo gli avvocati dello Stato, i morti per overdose da calmanti e antidolorifici da stati circa 6000.
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