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MONDO

Ha affrontato l'11 settembre e l'invasione in Afghanistan

Usa: è morto l'ex segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, aveva 88 anni

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Donald Rumsfeld, l'ex segretario alla Difesa americano, è morto all'età di 88 anni nello stato del New Mexico.

L'annuncio è stato dato dalla sua famiglia: "Forse passerà alla storia per i suoi straordinari successi in oltre sei decenni di servizio pubblico, ma per chi lo conosceva meglio e la cui vita è stata cambiata per sempre, ricorderemo il suo amore incrollabile per sua moglie Joyce, la sua famiglia e i suoi amici e l'integrità che ha portato a una vita dedicata al suo paese".

Bush: servitore della nazione esemplare
"Siamo in lutto per la morte di un servitore pubblico esemplare e di una persona davvero per bene". Così l'ex presidente, George W. Bush, commemora la scomparsa del suo segretario alla Difesa "un uomo intelligente, integro e dall'energia inesauribile - dice in una nota - che non ha mai evitato decisioni difficili e non si è mai sottratto davanti alle responsabilità".

La carriera 
Rumsfeld resterà una figura controversa nella storia moderna americana: per alcuni fu un boiardo di Stato, duro e inflessibile verso il terrorismo, per altri l"uomo ombra" dietro le decisioni più contestate della Casa Bianca.

Rumsfeld, cresciuto in una famiglia di origine tedesca, ha vissuto tutta la sua vita nei palazzi del potere in cui entrò giovane, nel '57, a 25 anni, come assistente amministrativo di un deputato del Congresso, dopo la laurea a Princeton e a Georgetown.

Pilota d'aereo e istruttore aeronavale, congedato con il grado di capitano, Rumsfeld nel '62 entrò a Capitol Hill dalla porta principale, eletto alla Camera come deputato repubblicano dell'Illinois, poi riconfermato nel '64, nel '66 e nel '68.

Chiamato il "John Fitzgerald Kennedy repubblicano", Rumsfeld venne considerato uno degli astri nascenti del partito al pari di George W. Bush, con cui lavorerà dal 2001 al 2006 dopo aver fatto parte delle amministrazioni guidate da Richard Nixon e Gerald Ford, e ricoperto l'incarico di inviato speciale in Medio Oriente per Ronald Reagan.

Resta famosa la foto in cui stringe la mano al dittatore iracheno Saddam Hussein. Fu proprio dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001, e l'annuncio della guerra al terrore in Afghanistan, a far uscire dall'ombra il falco dei repubblicani. Molti lo indicarono come il vero regista della risposta al terrore, e colui che avrebbe dato via libera alle torture, in violazione ai diritti umani.

Teorico della "guerra preventiva" così cara alla ultra destra, Rumsfeld fu tra i promotori dell'invasione in Iraq, nel 2003, sulla base di accuse, che poi si erano rivelate false, sul possesso di armi di distruzione di massa da parte del regime di Saddam. L'uscita di scena dalla politica arrivò nel 2006, quando Rummy si dimise in seguito alla sconfitta dei repubblicani nelle elezioni di midterm. 
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