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Coronavirus

La campagna di vaccinazione in Italia

Vaccini, fatti oltre 100mila richiami. Priorità alle seconde dosi

Crisanti: "Contenzionso con Pfizer? Non credibile. Non si aprono contenziosi con chi ti dovrebbe aiutare". Sileri: "La vaccinazione di massa per gli anziani slitta di 4 settimane. Dal primo febbraio si torna nella norma con recupero delle dosi mancanti"

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"Era impensabile che tutto potesse andare liscio sotto pressione. Non si inizia un contenzioso con chi ti dovrebbe aiutare". Lo ha detto Andrea Crisanti, virologo, direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova, parlando a RaiNews 24 a proposito del ritardo nella consegna dei vaccini e quindi della possibile azione legale da parte dell'Italia verso Pfizer. Il contenzioso? "Lo ritengo assolutamente non credibile. E' non fattibile e anche controproducente - ha spiegato - non fattibile perché i contratti sono stati stipulati dalla Comunità Europea, quindi la Comunità Europea in caso dovrebbe aprire il contenzioso, ma è stata piuttosto tiepida sulla questione. Inoltre, non si aprono contenziosi con chi ti dovrebbe aiutare".

Secondo Crisanti, "la produzione per conto terzi è una cosa che avviene normalmente ma qui siamo davanti a una tecnologia innovativa che può essere usata anche per altri scopi, dalla produzione di anticorpi a terapie geniche. Vedo difficile quindi, che i giganti in questo momento possano trasferire le loro conoscenze".

Oltre 100mila i richiami
Sono oltre 100mila i richiami di vaccino anti-Covid fatti finora in Italia. Da oggi la priorità sarà data proprio alle seconde dosi, annuncia Sileri alla luce dei ritardi di Pfizer e AstraZeneca. Da questa settimana "avremo il 20% di fiale in meno", avverte Arcuri aggiungendo con scetticismo che se avessimo le dosi annunciate dalle aziende farmaceutiche "entro l'autunno potremmo vaccinare 45 milioni di italiani".

Arrivate prime dosi Pfizer, entro mercoledì 455 mila
Stanno arrivando in queste ore in diverse regioni le prime fiale delle circa 455 mila dosi di vaccino Pfizer previste per questa settimana per l'Italia, dopo i tagli annunciati dalla casa farmaceutica americana. Le dosi Pfizer dovrebbero essere consegnate entro mercoledì mentre domani dovrebbero arrivare le 66 mila del vaccino di Moderna destinate all'Italia in questa settimana.

Sileri: "Over 80 vaccinati sono goccia nel mare,  dal primo febbraio si torna nella norma"
In questa prima fase di  vaccinazioni anti-Covid, in Italia "sono 110 mila gli anziani over 80  vaccinati: un numero che è una goccia nel mare, al momento",  considerando che la popolazione ultra 80enne è di "4 milioni e mezzo". A fare il punto è Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, che  intervenendo a '24 Mattino' su Radio 24 ribadisce: "La vaccinazione di  larga massa per gli anziani secondo me slitta di 4 settimane", a causa dei ritardi nella consegna di dosi Pfizer/BioNTech e dei problemi già  preannunciati da Astra Zeneca.       

"Il problema sarà superato nelle prossime ore e si potrà proseguire con la campagna vaccinale. Il ritardo di Pfizer è legato alla necessità dell'industria di realizzare dei lavori all'interno delle fabbriche per produrre più fiale, il problema sembra già superato e la Pfizer ha dichiarato che dal primo febbraio si tornerà alla normalità con il recupero delle dosi mancanti" ha spiegato il viceministro.

"Se guardiamo al numero di dosi somministrate  siamo  a quasi 1 milione e 400mila. Dobbiamo ancora fare la seconda dose a  tutto il personale sanitario, e per completare questo milione e  400mila ci troveremo a 21 giorni da oggi: siamo arrivati a fine  febbraio. I soggetti anziani sopra gli 80 anni sono 4 milioni e mezzo, quindi anche proseguendo come abbiamo fatto finora e aggiungendo le  dosi di Moderna, per vaccinare 4,5 milioni di anziani su larga scala  arriveremo a marzo".  Il viceministro insiste poi sull'importanza dei richiami: "Sarà che faccio il medico, ma io per vaccinazione intendo avere completato le 2 dosi - precisa - Se ne fai solo una è come non averla fatta, al di là di  quello che viene detto" e cioè "che magari hai un'immunità minore" che però esiste. "Ma è un rischio che io non prenderei perché va fuori dai trial", da quanto previsto negli studi sui quali si è basata  l'autorizzazione dei vaccini ad oggi approvati: "Dopo la seconda dose  hai l'immunità, con una è come non avere protetto".

Ue, obiettivi copertura non cambiano
"Non cambieremo gli obiettivi" di copertura vaccinale dell'80% della popolazione vulnerabile e del personale medico entro marzo e del 70% della popolazione entro l'estate. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, rispondendo alle domande dei giornalisti sui ritardi annunciati da Pfizer e AstraZeneca.   "Se ogni volta che emerge un problema cambiamo il nostro obiettivo, perdiamo la prevedibilità e la chiarezza per tutte le parti coinvolte in questo processo", ha sottolineato Mamer,aggiungendo che "gli obiettivi" stabiliti dall'Ue "sono ambiziosi" e Bruxelles intende "trovare soluzioni ai problemi"emersi.

Inoltre,la Commissione europea sta lavorando per istituire un registro di trasferimenti dei vaccini fuori dall'Ue, per capire se le case produttrici stiano consegnando i vaccini destinati ai Paesi dell'Unione altrove. Si apprende da fonti Ue. Bruxelles conta di mettere in campo il registro, chiamato 'schema di trasparenza', in una settimana circa.
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