Original qstring: refresh_ce | /dl/rainews/articoli/Vaccino-business-delle-mascherine-medicina-ad-alta-tecnologia-La-nuova-via-della-seta-cinese-ora-e-soprattutto-sanitaria-8451ef39-1e56-4929-b49e-1e8f162b17e8.html | rainews/live/ | true
SALUTE

Vaccino e medicina ad alta tecnologia, la nuova via della seta cinese ora è sanitaria

40 miliardi di dollari di vendite solo nel primo anno: è la cifra cui potrebbe ammontare la fetta di mercato del vaccino anticovid contesa dalle case farmaceutiche cinesi

Condividi
di Maria Novella Rossi 40 miliardi di dollari di vendite solo nel primo anno: è la cifra cui potrebbe ammontare la fetta di mercato del vaccino anticovid contesa dalle case farmaceutiche cinesi.

Mentre il  Regno Unito è il primo paese ad aver approvato il farmaco immunizzante sviluppato dalla Pfizer e BioNTech (al via la distribuzione da martedì, pronte 800 mila di dosi), e  la Russia si butta in avanti con lo Sputnik V (efficace per il 95% secondo i primi test clinici), anche la Cina annuncia che il vaccino per i gruppi ad alto rischio sarà pronto entro la fine dell'anno. Lo ha detto il vice premier cinese Sun Chunlan, sebbene siano ancora in corso test clinici e gli studiosi non abbiano ancora fornito alcun dato sulla sua efficacia.

Il vaccino prodotto dalla Sinopharm, che al momento sembra essere il più promettente, è stato già somministrato da luglio a centinaia di migliaia di persone più esposte come personale medico, militari, diplomatici.
 
Ma la politica di espansione economico-sanitaria di Pechino si manifesta soprattutto attraverso un disegno più lungimirante a livello di business e nella riconquista dell'immagine cinese nel mondo, a livello di soft power.
 
Due binari che procedono paralleli nell’inflessibile pianificazione politica-economica del governo cinese.
 
Provata duramente nell’economia nella prima fase di diffusione del virus, la locomotiva cinese ha ripreso a viaggiare, e ora che ha vinto l'epidemia procede nel suo cammino lungo la Nuova Via della Seta, una Nuova Via della Seta “Sanitaria”,  riconvertendo  la maggior parte degli investimenti destinati alle infrastrutture della BRI (Belt and Road Initiative), in dispostivi medici e in alta tecnologia: solo pochi giorni fa l’Asian Infrastructure Investmente Bank, la megabanca nata per colmare il deficit infrastrutturale dei paesi asiatici, ha annunciato la creazione di un dipartimento dedicato alla Sanità e all’Istruzione. Premesse che rivelano come Pechino punti a diventare protagonista nel settore sanitario anche nella sua declinazione digitale: l’alto livello tecnologico raggiunto dalla Repubblica Popolare è stato determinante per vincere la diffusione del virus all’interno del paese e ora si rivela prezioso per l’espansione cinese globale: telemedicina, e-commerce, e-learning e fintech potrebbero lentamente sostituirsi alle grandi opere con maggiori vantaggi economici e minor dispendio di energie.
 
Il mercato farmaceutico cinese è il più vasto dell'Asia-Pacifico, ed è stato in continua crescita negli ultimi anni: secondo un rapporto pubblicato il 31 agosto 2020 dal ministero cinese dell’Industria e della Tecnologia, le principali 100 società cinesi operanti nel paese hanno raggiunto un fatturato complessivo di 140 miliardi di dollari: una crescita che ha portato l’ex celeste impero ad essere il secondo mercato più grande al mondo: non solo ma le relazioni economiche costruite da Pechino con l'Africa, il Sudest asiatico e l'America Latina per la BRI saranno le rotte su cui viaggeranno i vaccini, i dispositivi medici di prima necessità  a cominciare dalle mascherine, ma anche quelli più avanzati seguendo i percorsi della diplomazia globale. Strategie tortuose che sono passati anche attraverso i rapporti con l'OMS: laddove il presidente Trump all'inizio dell'epidemia ha tagliato i fondi all'Organizzazione accusandola di essere filocinese per aver tardato a diffondere notizie sul virus, la Cina si è inserita abilmente, fornendo  appoggi economici sostanziosi e ritagliandosi uno spazio d'influenza nuovo.
 
"La Cina aiuta a tracciare la via per ripristinare il mondo post-Covid" ha detto il presidente cinese Xi Jinping nei giorni scorsi, sottolineando che l’unità e la cooperazione sono l’arma più potente per sconfiggere l’epidemia e ha incoraggiato i paesi a superare la divisione promuovendo l’unità, sostituendo i pregiudizi con la ragione e mettendo insieme la massima sinergia globale per sconfiggere il virus.
 
Economia e soft power: a fronte di un mondo in crisi e ancora malato - un esempio su tutti, 1800 contagi negli USA nelle ultime 24 ore - la Cina, attaccata dal resto del mondo come paese all’origine del virus, isolata, stigmatizzata, ora  riprende la sua avanzata e si ripropone, ancora una volta, come futuro leader globale.
Condividi