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MONDO

Inchiesta della procura di Roma su segnalazione magistratura vaticana

Vaticano, disposto arresto per broker Torzi: false fatture e autoriciclaggio

Il broker finanziario è già coinvolto nella vicenda della compravendita dell'immobile al n. 60 di Sloane Avenue a Londra, per la quale è sotto inchiesta da parte dell'Autorità Giudiziaria Vaticana

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Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il broker Pierluigi Torzi e misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di commercialista o uffici direttivi di imprese per 6 mesi per Giacomo Capizzi, Alfredo Camalò e Matteo Del Sette, tutti indagati, a vario titolo, per emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti. Lo ha deciso il gip del tribunale di Roma che ha affidato l'esecuzione del provvedimenti restrittivi ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. L'ordinanza disposta dal gip Corrado Cappiello nei confronti di Gianluigi Torzi per il reato di false fatturazioni non è stata ancora eseguita dalla Guardia di Finanza perché il broker si trova a Londra.

Il broker Torzi, per cui è stato disposto l'arresto, è al centro di un giro di false fatturazioni. Queste vicende non sono collegate - si sottolinea -  all'operazione immobiliare londinese che riguarda il Vaticano. Torzi  infatti è il broker finanziario già coinvolto nella vicenda della compravendita dell'immobile al n. 60 di Sloane Avenue a Londra, per la quale è sotto inchiesta da parte dell'Autorità Giudiziaria Vaticana, che gli ha contestato un illecito profitto pari a 15 milioni di euro.

Sulla base delle indagini delegate dalla procura di Roma agli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, a seguito della richiesta di assistenza giudiziaria formulata dal Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano, è stato ricostruito come parte di questa somma, bonificata a due società inglesi dell'imprenditore molisano, sia stata impiegata per l'acquisto di azioni di società quotate nella borsa italiana - per un importo di oltre 4,5 milioni di euro, che gli ha consentito, dopo pochi mesi, di conseguire un guadagno di oltre 750.000 euro - e per ripianare il debito di 670.000 euro di altre due aziende allo stesso riferibili. Dagli elementi acquisiti è stato altresì accertato un giro di false fatturazioni - non collegato all'operazione immobiliare londinese - realizzato da Torzi, assieme a Capizzi e ai commercialisti di riferimento del gruppo di imprese italiane ed estere riconducibili al broker, Camalò e Del Sette, senza alcuna giustificazione commerciale e al solo scopo di frodare il fisco.

L'avvocato: "Sconcertante provvedimento del gip"
"Leggendo il provvedimento sono rimasto del tutto sconcertato". Così l'avvocato Marco Franco, difensore di Gianluigi Torzi, commenta l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Roma per il broker. "E' la sintesi ancora più debole della tesi dei Promotori di giustizia vaticana, già del tutto demolita dal giudice inglese in sede di rogatoria per il sequestro".
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