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MONDO

"A Roma con la nostra delegazione per scambio opinioni"

Venezuela, Guaidó chiede incontro a Salvini e Di Maio

Il confronto sarebbe "finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela"

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Il presidente autoproclamato del Venezuela Juan Guaidó  ha chiesto un incontro al ministro dell'Interno Matteo Salvini a Roma "nel più breve tempo possibile" con una delegazione ufficiale del Parlamento del Paese sudamericano "finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela". Lo si legge in una lettera che Guaidó  ha inviato a Salvini.

"Il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti" e la soluzione dell'"attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela" sarà illustrato dalla delegazione ufficiale venezuelana che Juan Guaidó intende inviare in Italia. Lo scrive lo stesso autoproclamato presidente nella lettera.

Allo stesso tempo il leader autoproclamotosi presidente ha chiesto un incontro anche all'altro vicepremier del governo italiano Luigi Di Maio, con le stesse finalità, "uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che sta vivendo il Venezuela". "Vorremmo poterle rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi e grazie al sostegno della comunità internazionale, a libere elezioni democratiche", si legge nella missiva.

Salvini vedrà delegati di Guaidó
Lunedì 11 febbraio al Viminale il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini incontrerà una delegazione venezuelana, così come chiesto da Juan Guaidó con una lettera ufficiale. L’appuntamento segue di qualche giorno la visita di alcuni rappresentanti della comunità venezuelana in Italia che sono stati ricevuti al ministero lunedì 4 febbraio.

Messico e Uruguay propongono "meccanismo" di dialogo
Uruguay e Messico hanno proposto oggi l'istituzione di un meccanismo di dialogo senza condizioni preliminari per facilitare una soluzione negoziata della crisi politica in Venezuela. Messico e Uruguay sono tra i pochi paesi latinoamericani che non hanno riconosciuto il presidente del Parlamento venezuelano Juan Guaidó come presidente ad interim del Paese dopo l'autoproclamazione del 23 gennaio.

Il ministro degli Esteri dell'Uruguay, Rodolfo Nin Novoa, e il suo omologo messicano, Marcelo Ebrard, hanno presentato il "Meccanismo di Montevideo" in una conferenza stampa nella capitale uruguaiana, che comprende diverse fasi e la mediazione di personalità di fama internazionale. Questa proposta non richiede lo svolgimento di elezioni presidenziali anticipate, come richiesto dall'opposizione venezuelana e da molti paesi.

"Se chiediamo le elezioni in questo e in quel momento, imponiamo condizioni che rendono difficile il dialogo. Sono il governo e l'opposizione in Venezuela che devono essere d'accordo", ha spiegato Nin Novoa, leggendo una dichiarazione congiunta dei due governi. "Proponiamo il Meccanismo di Montevideo sulla base del nostro legittimo interesse e della nostra disponibilità a contribuire ad una soluzione delle divergenze tra il popolo venezuelano e gli attori coinvolti", ha aggiunto.

La proposta congiunta sarà presentata giovedì ai partecipanti alla prima riunione di un gruppo internazionale di contatto a Montevideo, che riunisce l'Unione europea, sette paesi europei e quattro paesi dell'America latina, compreso l'Uruguay. Il Messico, il cui ministro degli Esteri parteciperà alla riunione di giovedì, non si è unito al Gruppo di contatto.
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