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MONDO

Addio 2020

​Vicinanza, fratellanza speranza

Il 2020 della chiesa in tre parole chiave

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di Vania De Luca Il 26 gennaio 2020 a San Pietro c’è il sole. Il papa si affaccia alla finestra dell’angelus insieme a due bambini della carovana della pace dell’Acr. C’è l’aria gioiosa della festa, con la musica e i palloncini colorati liberati verso il cielo. Il Covid sembra  lontano, ancora non tocca le nostre latitudini, ma il papa, che da quella finestra guarda al mondo, per la prima volta lo cita: "desidero anche essere vicino e pregare per le persone malate a causa del virus che si è diffuso in Cina". In poco tempo il clima cambia.


 
Mediterraneo, frontiera di pace
Il 23 febbraio, papa Francesco va a Bari, "città  dell'unità", a chiudere l'incontro 'Mediterraneo, frontiera di pace',  organizzato dalla chiesa italiana con i vescovi e i patriarchi dei paesi che si affacciano sul mare nostrum. C'è il capo dello stato Mattarella, ma non il presidente del consiglio Conte, rimasto a Roma per coordinare l'emergenza, che già tocca diverse zone del nord Italia. Per Francesco la visita di Bari sarebbe stata il primo e ultimo grande evento dell'anno "in presenza" di tante persone: ai primi di marzo le prime misure restrittive fino al lockdown per l'intero Paese.
 
Il papa “ingabbiato”
L'8 marzo, per la prima volta nella storia, l'Angelus è in streaming,
«con il papa che si definisce "ingabbiato" nella biblioteca», e subito aggiunge: «ma io vi vedo, vi sono vicino». La contemporanea sospensione delle cerimonie religiose per i fedeli apre mesi inediti e nuove forme di comunicazione anche per la chiesa in italia.
“Vicinanza” è la parola più volte ripetuta  dal papa dalla messa quotidiana da casa Santa Marta santa Marta, che  dal 9 marzo viene trasmessa in diretta, con ascolti crescenti. L'intenzione, prima della celebrazione che diviene una sorta di "bussola quotidiana", che orienta a tutte le categorie di persone: i malati, le loro famiglie, i medici e gli infermieri, il personale sanitario, chi muore solo e non è accompagnato nel suo ultimo viaggio, chi garantisce i servizi essenziali, i giornalisti e anche gli artisti, perché l’informazione è importante, e anche la bellezza, con il suo sguardo diverso sul mondo, è di aiuto alla vita.
 
Solo nella piazza vuota
Domenica 15 marzo, dopo l'angelus, il papa si affaccia alla finestra dello studio per la benedizione per Roma, per l'Italia e per il mondo, mentre la piazza è vuota. Poche ore dopo esce a sorpresa, pellegrino alla Salus Populi Romani di Santa Maria Maggiore e poi al crocifisso ligneo di  San Marcellino al Corso, che diventeranno  le due icone di riferimento nella pandemia: si ritroveranno il 27 marzo sul sagrato di san Pietro, ad attendere il papa, che sale, solo, dalla piazza deserta in una sera di pioggia, a ricordare che nella tempesta siamo tutti sulla stessa barca, e «non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme», ed è sbagliato pensare di «rimanere sempre sani in un mondo malato». La Le immagini della Benedizione urbi et orbi fanno il giro del mondo.

 
Pasqua in lockdown 
I riti della settimana santa presentano, il 10 aprile, un'inedita via crucis nella piazza silenziosa, con le meditazioni nate nel carcere di Padova.  Alle 17 del sabato santo, a Torino, l'ostensione straordinaria in streaming della Sacra Sindone. Alla veglia pasquale, la sera, il papa riflette sul sabato santo, il giorno del grande silenzio, in cui invita a  specchiarsi nei sentimenti delle donne: «come noi, avevano negli occhi il dramma della sofferenza, di una tragedia inattesa accaduta troppo in fretta».
Il 12 aprile si celebra la Pasqua di Resurrezione in una basilica vaticana vuota di fedeli, e nel messaggio urbi et orbi si  invoca il contagio della speranza che illumina la «notte del mondo», mentre per molti «è una Pasqua di solitudine, vissuta tra i lutti e i tanti disagi che la pandemia sta provocando, dalle sofferenze fisiche ai problemi economici».

 
La pausa estiva e la seconda ondata
Le messe con la presenza di fedeli pur con tutte le misure per prevenire possibili contagi riprendono da lunedì 18 maggio, dal 2 settembre le udienze nel cortile di San Damaso, con il papa contento perchè "Dopo tanti mesi riprendiamo i nostri incontri faccia a faccia, e non schermo a schermo. E questo è bello!".  Ma il bello dura poco. Il 9 settembre si intravede, per la prima volta, il papa con la mascherina, il 23 si trattiene con i fedeli per mezz'ora, poi le udienze si spostano nell'aula Paolo paolo VI, per tornare in  streaming dal 4 novembre causa impennata dei contagi della seconda ondata. L’autunno è segnato dal caso Becciu e dal dossier McCarrick, l’accordo provvisiorio tra santa sede e Cina per la nomina dei vescovi è prorogato di due anni, viene pubblicata la terza enciclica di Francesco.
  
Fratelli tutti
La tomba del santo patrono d'Italia è il luogo scelto per la firma, il 3 ottobre, dell'enciclica Fratelli tutti, sulla fraternità e l' amicizia sociale,  per il papa la chiave di un futuro possibile e umano, come ribadisce il 20 ottobre al Campidoglio con il patriarca Bartolomeo e i leader di altre religioni unite in nome della pace. L’appello del papa invoca “la fraternità , che sgorga dalla coscienza di essere un'unica umanità”, e che “deve penetrare nella vita dei popoli, nelle comunità, tra i governanti, nei consessi internazionali”.
Novembre è il mese di Economy of Francesco, ad Assisi, e del concistoro per la creazione di 13nuovi cardinali, ma solo 11 delle nuove porpore sono in basilica, e tanti membri del collegio cardinalizio sono collegati in streaming.

 
Un Natale diverso
Per l'8 dicembre bisogna evitare assembramenti e non è possibile l'omaggio pomeridiano all'Immacolata a piazza  Mignanelli, ma il papa riesce ugualmente a non interrompere una tradizione che va avanti dal 1958, e arriva, privatamente, di buon mattino, in fretta e con la pioggia, per deporre le rose bianche ai piedi della Stele e sostare in preghiera silenziosa.  In chiusura dell’Avvento, il 20 dicembre, invita a non lamentarsi di quello che la pandemia impedisce di fare, ma a fare qualcosa per chi ha di meno, e soprattutto a non lasciare che il consumismo sequestri il Natale.

Per il primo gennaio 2021, giornata della pace, il messaggio insiste sulla ”cultura della cura”, a inizio di un anno speciale  dedicato a San Giuseppe. Già annunciato un delicatissimo viaggio del papa, dal 5 all'8 marzo, in Iraq.  
 
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