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ITALIA

Vinitaly

Vino, Coldiretti: fatturato record a 9,7 miliardi. Un milione e 300mila gli occupati

Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia è cresciuto ancora del 3% nel 2015, raggiungendo il valore record di 9,7 miliardi di euro, per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto i 5,4 miliardi (+5%), massimo storico

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Dal primo vino italiano Doc, riconosciuto nel 1966 alla storica mappatura del genoma della vite annunciata nel 2007. Sono alcune delle 'chicche' esposte e raccontate dalla Coldiretti in occasione dei 50 anni di Vinitaly. Tante curiosità tra storia ed economia, dati alla mano. Ad esempio, la quantità di vino made in Italy, venduto all'estero è aumentata di quasi otto volte (+687%) in mezzo secolo, con il risultato che oggi nel mondo una bottiglia su 5 esportata è prodotta in Italia, nonostante la produzione di vino in Italia sia scesa dal 1966 ad oggi del 30%, passando da 68,2 milioni di ettolitri ai 47,4 milioni di ettolitri registrati nel 2015, e dunque da 111 litri pro capite ai 37 litri
attuali.

Meno quantità più qualità anche grazie al lavoro di 35mila sommelier, una figura professionale riconosciuta giuridicamente dallo Stato ma fondata però nel 1965. La nascita e lo sviluppo della figura dei sommelier ha sostenuto una rivoluzione della qualità il cui aspetto forse più evidente è l'arrivo di vini 'Doc'.

La prima produzione di vino ad avere il riconoscimento di denominazione di origine controllata è stata la Vernaccia di san Gimignano Doc, - segnala l'organizzazione agricola- con la pubblicazione il 6 maggio 1966 in Gazzetta Ufficiale, mentre con la legge 164 del 1992 sono state istituite le Indicazioni Geografiche Tipiche (Igt) che hanno contribuito alla politica della qualità made in italy. 

Dal 4 agosto 2008 - segnala la Coldiretti - è arrivata la possibilità di mettere in commercio i vini a denominazione di origine nel formato bag in box, gli appositi contenitori in cartone e polietilene dotati di rubinetto che consentono di spillare il vino senza far entrare aria, garantendone la conservazione. L'incidenza delle Doc sulla produzione italiana complessiva è passata in 50 anni da appena il 2% al 32% di oggi.

Sul piano della ricerca nel mondo del vino a fare da spartiacque è stata la pubblicazione dell'articolo di 'Nature' del 26 agosto 2007 che ha annunciato la decodifica del genoma della vite prendendo come pianta modello il Pinot nero, una delle cultivar più importanti a livello mondiale, grazie ad un gruppo di ricercatori dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige guidato da Riccardo Velasco, coordinatore del Dipartimento di genetica e biologia molecolare con la collaborazione della società americana Myriad Genetics Inc., dopo sei anni di ricerche.

La capacità di innovazione del made in Italy è evidente dal fatto che con 72.300 ettari di terreno coltivati da 10 mila aziende e 1.300 cantine, in Italia - continua la Coldiretti - si trova il 22% dei vigneti mondiali coltivati con metodo biologico secondo il regolamento 203 del 2012. 

In questi anni si sono verificati altri storici riconoscimenti sul piano ambientale per il vino italiano che nel 2014 ha ricevuto il via libera all'iscrizione della vite ad alberello di uve Zibibbo che caratterizza l'isola di Pantelleria, in Sicilia nella prestigiosa Lista dei Patrimoni Culturali dell'Umanità dove l'Italia può anche contare - sottolinea la Coldiretti - sull'iscrizione avvenuta pochi mesi prima dei "Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato" dove è nato il progetto 'Green Experience', presentato in anteprima al Vinitaly, che prevede di realizzare vini ecologici e sostenibili con l'eliminazione totale del diserbo, l'introduzione dell'inerbimento e delle essenze floreali ma anche il posizionamento di nidi per la tutela degli uccelli.

Nel tempo le novità hanno riguardato anche i tappi con l'utilizzo per la prima volta dei primi tappi di vetro al posto di quelli di sughero, ma è arrivato lo spumante Made in Italy con polvere d'oro, quello fatto invecchiare nel mare e la bottiglia di spumante con fondo piatto per aumentare la superficie che i lieviti hanno a disposizione per assolvere al meglio il loro compito.

Vanno ricordati anche i produttori di vino che hanno introdotto il sistema di lettura braille per non vedenti nelle etichette che, nel tempo, oltre a elemento di informazione sono diventate anche strumento anche strumento di solidarietà con un crescendo di esempi di come con il vino possa nascere lavoro "buono" per diversamente abili, detenuti e tossicodipendenti anche con il recupero dei terreni sottratti alla criminalità.

Coldiretti, ricavi vino record Italia 2015,9,7 mld
Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia è cresciuto ancora del 3% nel 2015, raggiungendo il valore record di 9,7 miliardi di euro, per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto i 5,4 miliardi (+5%), massimo storico. Lo afferma un'analisi della Coldiretti, diffusa nel giorno dell'inaugurazione del 50/O Vinitaly di Verona. Dopo anni, sono state in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale, pari a circa a 4,4 miliardi, per effetto anche dell'aumento nella grande distribuzione organizzata (+1,3%). Il buono stato di salute del vino italiano traina l'occupazione in agricoltura che in controtendenza fa registrare un andamento positivo nel 2015.

Si stima, secondo la Coldiretti, che il vino abbia offerto durante l'anno opportunità di lavoro ad un milione e trecentomila persone (+4%) tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell'indotto.  
 
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