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Coronavirus

Si spera negli studi genetici, vaccini e anticorpi monoclonali

Virologo Guido Silvestri: "Il virus ha le ore contate, la Scienza salverà l'umanità"

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"Oggi, con i nuovi 4.458 casi di infezione da SARS-CoV-2 (anche se con mortalità contenuta e situazione ospedaliera sotto controllo), in molti stanno vivendo momenti d'ansia, a volte purtroppo accentuati da una comunicazione che tende a confondere la (giusta) raccomandazione di (dovute) cautele con spunti di angosciante (e controproducente) allarmismo", scrive su Facebook il virologo Guido Silvestri che però esorta "tutti ad essere ottimisti e ricordarsi della Scienza che sta arrivando in soccorso dell'umanità flagellata dalla pandemia".

Cinquantasette anni, nato a Perugia, Silvestri spiega le tre importanti aree di progresso che potrebbero contribuire a difenderci dal coronavirus Covid-19: "La prima area è quella dei vaccini, in cui otto promettenti candidati sono in fase-3 dei trial clinici, con varie piattaforme (virus inattivato, vettori adenovirali e RNA messaggero) ed ottimi risultati preliminari sia dagli studi preclinici sull'animale che da quelli clinici di fase 1 e 2. È ormai una questione di mesi, se non di settimane, prima che inizino programmi di vaccinazione di massa (che peraltro sembra siano già in corso in Cina e Russia). Bisogna ricordare come queste piattaforme siano state sviluppate soprattutto in precedenti sforzi di ricerca per vaccini contro AIDS, tubercolosi, epatite, malaria, influenza, il che ha enormemente accelerato la loro applicazione per il Covid-19. La seconda area è quella di studi genetici che, usando tecnologie di grande "throughput" (Servizi ospedalieri e pazienti trattati, ndr) sviluppate per studiare il DNA cellulare nel contesto di altre malattie, hanno ora permesso di scoprire varianti geniche associate in modo significativo con malattia severa da SARS-CoV-2. Questi studi sono importanti per definire markers di rischio clinico in pazienti con COVID-19 da usare per "personalizzare" la terapia e capire se alla alta letalità della prima ondata abbia contribuito l'infezione di soggetti altamente suscettibili per motivi genetici. La terza area è lo sviluppo di anticorpi monoclonali neutralizzanti contro SARS-CoV-2. Qui il rapido miglioramento di Trump dopo la somministrazione del cocktail Regeneron ha creato una "accelerazione" dello sviluppo, con le aziende Regeneron e Lilly che hanno annunciato i super-promettenti risultati delle analisi interim degli studi di fase-3 dei loro prodotti, con riduzione del rischio di ricovero ospedaliero se somministrati al momento del tampone positivo tra il 72% ed il 85% (a cui dovrebbe corrispondere un simile se non maggiore abbattimento della letalità)".

"Il tutto per ribadire - conclude Silvestri - mentre ci prepariamo ad affrontare questi ultimi mesi di forzata convivenza con il virus, che oramai ha davvero i giorni contati".
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