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ECONOMIA

Mercati

Wall Street, settimana tutta in calo. Milano peggiora nel pomeriggio

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di Fabrizio Patti

L'indice Ftse Mib di Milano è peggiorato nel pomeriggio e ha chiuso con un calo dello 0,86%, il bilancio settimanale vede una discesa dell'1,45 per cento.

Nel resto d'Europa la peggiore è Madrid, -1,19%. Rimane il segno più solo a Londra, +0,05%.
Questo peggioramento è stato dovuto al cambio di segno di Wall Street. I tre indici principali di New York avevano aperto in rialzo, interrompendo una striscia negativa di quattro giorni, e questo anche perché gli investitori avevano apprezzato la prima chiamata da febbraio tra il presidente american Biden e il suo corrispettivo cinese Xi Jinping. Ma gli indici sono tornati negativi: Dow Jones -0,33%, S&P500 -0,21%, Nasdaq -0,08%, il bilancio della settimana è pesante soprattutto per l'indice Dow Jones Industrial, -1,72%.

Influisce il dato sui prezzi  alla produzione negli Stati Uniti, che sono saliti ad agosto dello 0,7%, più delle stime degli analisti. Su base annuale sono aumentati dell'8,3%. A preoccupare gli investitori sembrerebbe la presenza contemporanea di questa crescita dei prezzi, soprattutto dovuta al costo delle materie prime e dei noli, e dell'aumento dei casi di Covid nel Paese. Il rischio è che la banca centrale, la Fed, sia costretta a ridurre gli stimoli monetari per frenare l'inflazione anche senza un pieno recupero dell'economia.

In tema di materie prime, il petrolio risale dell'1,7%, e si avvicina ai 73 dollari al barile con il Brent del mare del Nord. 

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