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MONDO

Il processo a Mansura (Egitto)

Zaki in manette nella gabbia degli imputati: "Io detenuto troppo a lungo"

Prima udienza dopo un anno e mezzo di carcere preventivo. La sua legale, Hoda Nasrallah, ha sostenuto la stessa tesi chiedendone il rilascio o almeno l'accesso al dossier che lo riguarda

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Si è appena conclusa la prima udienza del processo a Patrick Zaki presso il tribunale di Mansura, in Egitto. È durata poco più di cinque minuti e lo studente egiziano dell'università di Bologna ha preso la parola lamentando in sostanza di essere stato detenuto oltre il periodo legalmente ammesso per i reati minori di cui è accusato adesso. Anche la sua legale, Hoda Nasrallah, come può testimoniare l'Ansa sul posto, ha sostenuto la stessa tesi chiedendone il rilascio o almeno l'accesso al dossier che lo riguarda.

Zaki era ammanettato nella gabbia degli imputati durante la sua udienza durata 5 minuti al tribunale di Mansura e ha salutato a mani giunte una dozzina di parenti, attivisti e i due diplomatici italiani in aula. La legale ha chiesto l'accesso al suo dossier per avere certezza che le accuse di istigazione al terrorismo siano effettivamente decadute, come sembra dalla natura della Corte, ha spiegato una fonte. Barba, occhiali e codino, Patrick era vestito tutto di bianco con camicia, pantaloni larghi e scarpe da tennis. Ha parlato con impeto davanti a un giudice principale, uno a latere e un cancelliere

Lo studente ha affrontato oggi, dopo 17 mesi di detenzione cautelare, la prima udienza del processo penale che lo vede alla sbarra per il reato di diffusione di false notizie, un'accusa che potrebbe costargli una multa o la reclusione fino a cinque anni o entrambe le cose

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