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MONDO

Inchiesta del New York Times

L'ultimo errore americano

Il New York Times solleva dubbi sull'ultimo attacco militare americano in Afghanistan. Il presunto attentatore dell'Isis ucciso da un drone era in realtà un uomo che collaborava con un gruppo di aiuto americano. Per quell'errore morirono 10 persone

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Un'indagine del New York Times sulle prove video sull'ultimo razzo sparato dagli Stati Uniti nei 20 anni di guerra in Afghanistan, l'attacco con un drone a Kabul contro l'auto di un presunto terrirsta, quello del 29 agosto che ha ucciso 10 afghani, inclusi 7 bambini, solleva dubbi sulla versione degli Stati Uniti sugli eventi. 

Secondo la versione ufficiale il raid ha colpito un'auto con esplosivo dell'Isis e che rappresentava una minaccia imminente a Kabul. Il video e le testimonianze raccolte sembrano invece indicare l'assenza di esplosivo e nessuna connessione dell'autista con l'Isis. 

I militari americani hanno sostenuto che non conoscevano l'identità dell'autista dell'auto quando il drone lo ha ucciso, ma lo hanno ritenuto sospetto per come hanno interpretato le sue attività quel giorno, dicendo che forse ha visitato una casa sicura dell'Isis e, a un certo punto, ha caricato sulla vettura quello che pensavano potesse essere esplosivo.

Il Times ha identificato l'autista come Zemari Ahmadi, un lavoratore di lunga data per un gruppo di aiuto americano. Le prove, tra cui ampie interviste con membri della famiglia, colleghi e testimoni, suggeriscono che i suoi viaggi quel giorno hanno effettivamente coinvolto il trasporto di colleghi da e verso il lavoro. E un'analisi delle registrazioni video ha mostrato che i militari potrebbero aver visto Ahmadi e un collega che caricavano taniche d'acqua nel bagagliaio per portarle a casa alla famiglia e aver creduto che si trattasse di contenitori di esplosivi.
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