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ITALIA

Venerdì incontro con il ministro Orlando

Alitalia, flash mob dei lavoratori con le maschere della serie Tv "La casa di Carta"

Negli striscioni "L'aereo di carta" del governo. Domani a Reggio Calabria un sit-in contro la temuta chiusura "dell'aeroporto sullo stretto"

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Un corteo di centinaia di lavoratori di Alitalia si è mosso compatto questa mattina a Roma.

Il flash mob partito dal Colosseo e arrivato in Piazza Santi Apostoli, ha visto i manifestanti indossare le maschere rese celebri dalla "Casa di carta", serie Tv che parla delle gesta di un gruppo di rapinatori. Uno striscione recita: "L'aereo di carta. La nuova serie di A. Altavilla. Regia di M. Draghi, produzione di M. Vestager, in collaborazione con Mef, Mise e Mit. Dal 15 ottobre su Ita". 

I lavoratori lamentano la mancata erogazione degli ultimi stipendi. "Venga immediatamente messa in pagamento la restante parte degli stipendi non ancora erogati".

A chiederlo sono Anpac, Anpav e Anp in una lettera inviata ai Commissari di Alitalia in As in merito alla decisione di non procedere all'erogazione ai dipendenti del 50% delle retribuzioni dovute.

In una lettera inviata ai maggiori organi di stampa le tre associazioni del settore aereo "hanno preso atto con estrema preoccupazione della Vostra decisione di non procedere all'erogazione ai dipendenti del 50% delle retribuzioni dovute. Riteniamo tale decisione gravissima ed assolutamente non condivisibile, tenuto conto del periodo di fortissima tensione sociale, dall'approssimarsi della data di definitiva cessazione delle attività Aviation e del ritardo con cui Inps sta erogando le integrazioni previste alla Cigs". 

E ancora "I Commissari avrebbero dovuto salvaguardare l'azienda e governare questa delicata fase evitando a tutti i costi di alimentare ulteriori tensioni sociali e facendo salvi i dipendenti da questo ulteriore ed ingiustificato pesante gravame. A maggior ragione in considerazione del fatto che, dal 15 ottobre prossimo, sono previste cessare quelle attività Aviation gravate da oneri fuori mercato ed estremamente gravosi che generavano ingenti perdite alla società e rimangono attive le attività di handling e manutenzione che dovrebbero produrre utili in virtù dei numerosi contratti già in essere e dei previsti contratti di service con Ita. Ricordiamo a tal proposito che per le aree operative della manutenzione, proprio in virtù delle attività connesse ai contratti già in essere, non è mai stata richiesta Cigs", concludono i sindacati nella lettera. 

Ma la protesta continua: per venerdì i sindacati si sono dati appuntamento davanti al ministero del lavoro. "Ci vediamo il primo ottobre davanti al ministero del lavoro dove incontreremo il ministro Orlando - annuncia Ivan Viglietti, segretario della Uil - Ita sta cominciando a chiamare i lavoratori e noi lotteremo perché tutti siano richiamati al lavoro. È una battaglia giusta, di civiltà e irrinunciabile".

Domani a Reggio Calabria
Preoccupazione e tensioni attese anche nel comparto di Reggio Calabria dove per domani i lavoratori Alitalia dell’aeroporto indicono un sit-in in piazza Italia dinanzi la Prefettura, a partire dalle ore 10 per "porre l’attenzione sul grave problema occupazionale che incombe sull’unità produttiva del capoluogo calabro, e al contempo sull’operatività e l’esistenza stessa dell’Aeroporto a ridosso dello stretto". 

Secondo i sindacati Filt Cgil Ugl trasporto aereo UIltrasport "vi è la concreta possibilità che la neonata Ita abbandoni lo scalo, vista anche la riduzione ad un solo volo al giorno nella stagione estiva mentre gli altri scali li aumentano". 

A meno di venti giorni dalla partenza di Ita, "denunciamo a gran voce la totale mancanza di comunicazioni riguardo al futuro lavorativo di 40 lavoratori da cui dipendono altrettante 40 famiglie, 
mentre sempre secondo le rappresentanze sindacali "l’operatività di tutti gli scali del Sud è stata mantenuta se non implementata" e lanciano un appello alle autorità locali  e a tutti i candidati a volersi confrontare in piazza con i lavoratori, "nella convinzione comune, se mai ce ne fosse bisogno, che la sopravvivenza dell’aeroporto è questione vitale per una città che non può permettersi altre chiusure".
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