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ECONOMIA

Alle 15 l'incontro con il ministro Castelli

Alitalia. Lavoratori in piazza, sindacati: "Governo intervenga, no soldi pubblici per licenziamenti"

I sindacati confederali chiedono - come ribadito in una nota - "l'estensione della cassa integrazione almeno fino al 2025, il mantenimento del CCNL senza deroghe, garanzie per tutti gli appalti dell'indotto"

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Sono tornati in piazza questa mattina, a Roma, in piazza San Silvestro, i lavoratori Alitalia, dopo le manifestazioni di ieri e l'altro ieri, per evitare che "una situazione da grave possa diventare drammatica". I sindacati confederali che hanno promosso le mobilitazioni di questi giorni chiedono a gran voce - come ribadito in una nota - "l'estensione della cassa integrazione almeno fino al 2025, il mantenimento del CCNL senza deroghe, garanzie per tutti gli appalti dell'indotto".

E sottolineano: "Anni di errori nella gestione della compagnia di bandiera, insieme alle inevitabili misure adottate dal Governo per contrastare la diffusione del virus Sars Cov 2 hanno generato ripercussioni molto pesanti che hanno profondamente segnato il settore del trasporto aereo ma anche il trasporto locale, il commercio, le manutenzioni, i servizi, l'assistenza a terra e tutto l'indotto. Più di 40mila addetti sono ora in grandi difficoltà e per migliaia di loro, provenienti da Alitalia, la prospettiva è la perdita del posto di lavoro e del reddito: un disastro! ".

"In tutta Europa le istituzioni hanno messo in campo misure straordinarie per la difesa dell'occupazione in questo settore e per il suo rilancio mentre, al contrario, la rottura del confronto sindacale e le dichiarazioni dei vertici di ITA imprimono un'accelerazione negativa che deve essere interrotta  - si legge ancora nella nota - Da quando negli anni 2000 è iniziata la crisi di Alitalia, il nostro territorio è ancora una  volta penalizzato da scelte incomprensibili, prive di visione e di conoscenza della realtà del trasporto aereo. Paghiamo gli errori politici del passato e la distrazione totale della politica nazionale e anche oggi questo Governo dimostra di non essere capace di costruire alleanze, di perseguire obiettivi ambiziosi di rilancio, di farsi carico di soluzioni che non abbandonino le lavoratrici e i lavoratori a un triste destino, di fare sistema paese insomma. Si sta affossando un asset industriale e occupazionale importante per il territorio e per questo, come sindacati confederali e dei settori interessati, abbiamo già chiesto un confronto strutturato con l'amministrazione regionale e con le istituzioni locali per trovare le opportune misure a tutela del lavoro e dello sviluppo, per individuare le soluzioni per le migliaia di addetti interessati a partire da politiche attive e formazione". E mentre i lavoratori sono in piazza, arriva la notizia che il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, incontrerà questo pomeriggio alle 15 i sindacati. 

Landini: "Il governo deve intervenire. Da incontro Mef parta discussione su rilancio"
''Chiediamo che il governo intervenga, questa non può essere una trattativa lasciata semplicemente in mano alla nuova società che non può pensare di dare un calcio ai contratti nazionali e addirittura di non prendersi impegni precisi sia sul piano industriale che sulle assunzioni che devono essere fatte" dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. "Dall'incontro di oggi al Mef deve partire un percorso sul rilancio dell'Alitalia attraverso una revisione del Piano Ita" ha aggiunto intervenendo alla manifestazione. "Nell'incontro di questo pomeriggio - ha detto - non abbiamo bisogno di pacche sulle spalle, ma dell'avvio di un percorso sulla discussione del Piano della nuova compagnia".

"Come in tutte le situazioni delicate, serve anche che ci sia una strumentazione di ammortizzatori sociali che permetta sia la formazione sia il fatto che nel tempo tutti questi lavoratori abbiano garantita l'occupazione". "Non abbiamo alcuna intenzione di usare soldi pubblici per firmare dei licenziamenti, noi vogliamo usare in modo intelligente i soldi pubblici perché ci sia un piano di rilancio serio di tutta l'attività aeroportuale nel nostro Paese", conclude Landini.

Giovannini:"Orlando ha già individuato due possibili soluzioni"
Rassicurazioni arrivano dal ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini: "Sul futuro delle persone che resteranno nella vecchia Alitalia, il ministro Orlando ha già individuato possibili soluzioni non solo per ammortizzatori sociali di breve termine, ma anche per una formazione continua". Poi ha spiegato che "il piano di Ita, che è stato validato dalla Commissione Ue, è un piano a crescere", infatti "si parte con una flotta relativamente limitata ma che già nel 2022 dovrebbe espandere significativamente la sua dimensione, coerentemente con la ripresa del mercato del trasporto aereo internazionale e via via a crescere negli anni successivi". Quindi "abbiamo bisogno di avere lavoratori formati, pronti ad essere eventualmente reimpiegati nel momento in cui Ita realizzerà un piano industriale in crescita", ha sottolineato il ministro. 

Ue: "Ita non dovrà rimborsare 900mln euro aiuti"
Illegali per Bruxelles gli aiuti di 900 milioni a Alitalia. Si tratta di aiuti di Stato che l'Italia deve farsi restituire con gli interessi. Nel mirino i due finanziamenti concessi nel 2017. La vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager: "Conferito un vantaggio sleale rispetto ai concorrenti".  E proprio per questo motivo:  "La Commissione ha concluso che, sulla base del piano dell'Italia relativo alla nuova compagnia e delle condizioni alle quali determinate attività saranno trasferite da Alitalia a Ita, vi è una discontinuità economica tra Alitalia e Ita. Di conseguenza Ita non sarà responsabile dei 900 milioni di euro, maggiorati degli interessi, che Alitalia dovrà rimborsare all'Italia ai sensi dell'odierna decisione distinta della Commissione"
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