"Un presidio di cultura, un faro di civiltà" questo deve essere l'Italia nel mondo che cambia. Lo dice Matteo Renzi dal sito archeologico di Pompei per l'iniziativa 'Italia 2015 - il Paese nell'anno dell'Expo'. La "cultura - spiega il premier - è l'anima di un Paese e l'Italia è in questo una superpotenza". E Riprendersi Pompei "significa far vedere cosa è l'Italia che cambia".
Proprio da Pompei che rappresenta "una grande sfida amministrativa, pubblica ma anche culturale" il premier parla di cambiamento e di come debba essere combattuto costantemente "l'approccio tipico di parte del gruppo dirigente del nostro paese che continua a pensare che, di fronte ai problemi, il compito della politica sia rassegnarsi, esprimere un grande grido di dolore o fare l'elenco delle lamentazioni ma poi non cambiare nulla".
Una battaglia per il cambiamento che Expo permette di combattere e vincere, puntando anche a vendere 20 milioni di biglietti. Expo è "un' occasione per cambiare l'impostazione e l'approccio dell'Italia. Per tornare a fare l'Italia - spiega il premier - perché il mondo globale chiede Italia. E se in questi anni l'Italia ha perso il treno della globalizzazione non è motivo per non mettersi a correre. Qualsiasi giorno di ritardo ci sia stato, è un'ottima ragione per correre più veloce"
"Quando con Martina e Franceschini abbiamo fatto la prima riunione un anno fa su Pompei ed Expo - aggiunge - la cosa più difficile era convincere le persone che ci stavano accanto che dovevamo rottamare un'espressione: ormai è andata, tanto non ce la faremo mai. Questo approccio va combattuto".
Renzi chiarisce che questa visione non significa che "Noi sottovalutiamo i problemi e non diciamo che chi elenca i problemi rema contro, sappiamo che i problemi sono tanti, ma saremo sempre tenacemente e testardamente dalla parte della bellezza e di chi i problemi vuole risolverli".
Gubitosi: non è fiera, ma cultura e fa crescere il Paese
"L'Expo non è né una fiera né un ristorante, perché il cibo è cultura e la cultura fa crescere un Paese". Così il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, nel suo intervento a Expo idee.
"Per un Paese come il nostro è importante avere un momento annuale di verifica dell'andamento dei consumi culturali: lavoreremo con l'Istat nel creare un indice che li misuri", spiega Gubitosi. "La Rai sta facendo un grande lavoro, giorno dopo giorno, per un nuovo rapporto tra gli italiani e la cultura", aggiunge.