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Università di Trieste e Cnr

G20, a Trieste prima prova di comunicazione quantistica anti-hacker

La dimostrazione pubblica di comunicazione quantistica si è svolta con un collegamento audio-video criptato tra Italia, Slovenia e Croazia, che risponde alle nuove esigenze di sicurezza

C'è la ricerca italiana alla base della prima dimostrazione internazionale di comunicazione quantistica anti hacker che sarà condotta oggi a Trieste, nella tappa scientifica del G20.
La demo si è svolta fra tre stati, Italia, Slovenia e Croazia e si è sviluppata su fibre ottiche che collegano tre nodi (Trieste, Lubiana e Fiume) per una distanza compresa tra gli 80 e i 100 Km.  
 
Il collegamento criptato con tecnologia quantistica si è svolto alla presenza dei Ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Vittorio Colao (Innovazione tecnologica e transizione digitale) e delle delegazioni estere presenti al G20. "E' una tecnologia tutta italiana nata dalla ricerca di base condotta nel nostro Paese" precisa il professore Angelo Bassi, del dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste. 

La comunicazione quantistica risponde all’esigenza di sicurezza nelle comunicazioni, una priorità per tutti i governi del mondo, come dimostra anche il recente attacco informatico che ha colpito la Regione Lazio. Questa tecnologia consente livelli di sicurezza irraggiungibili con gli attuali protocolli di cifratura grazie al particolare funzionamento delle “chiavi” crittografiche quantistiche. Le chiavi quantistiche sono sequenze di numeri casuali che vengono generate a distanza attraverso lo scambio di fotoni. Se un hacker tenta di intercettare questa chiave lascia immediatamente una traccia che permette di rilevare l’intrusione e intervenire subito.

La dimostrazione è stata organizzata da Angelo Bassi del dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e dal gruppo di Comunicazioni Quantistiche dell’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr guidato da Alessandro Zavatta nell’ambito del Progetto “Quantum FVG” finanziato dalla Regione autonoma in collaborazione con diversi attori, tra cui l’azienda di comunicazioni quantistiche Qti, spin off del Cnr. Tim e Sparkle hanno fornito i collegamenti in fibra ottica  assieme a Lightnet.

Carrozza: ricerca di base fondamentale
“Queste tecnologie nascono da anni di ricerca di base svolta dal Cnr, confermando così che la filiera del trasferimento tecnologico parte sempre dalla ricerca fondamentale - ha dichiarato la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza - È un aspetto che non dobbiamo mai sottovalutare, come anche l’esperienza della pandemia e dei vaccini insegna per la traslazione terapeutica”.

Bassi: comunicazioni sicure
 “La tecnologia quantistica garantisce altissimi livelli di sicurezza – spiega Angelo Bassi – proprio perché risponde al problema di come ‘recapitare’ in maniera sicura le chiavi crittografate agli attori della comunicazione. Mentre classicamente, intercettando la copia della chiave trasmessa è possibile duplicarla senza che il mittente o il destinatario se ne accorgano compromettendo così la riservatezza della comunicazione, questa azione è impossibile per le chiavi quantistiche”.






Zavatta: tecnologia commercializzabile 
“Lo scambio di chiavi quantistiche è oggi una realtà commerciale che, grazie alle tecnologie da noi sviluppate in laboratorio per investigare gli enigmi posti dalla fisica quantistica, può adesso essere  implementata su fibre ottiche commerciali come quelle messe a disposizione per questo evento”, conclude Alessandro Zavatta, che è anche uno dei fondatori di Qti.