Atene,
È come entrare in una tempesta perfetta, i mercati internazionali sono in caduta libera e la situazione in grecia non sta certo migliorando, siamo entrati in recessione, e subiamo allo stesso tempo la crisi migratoria. Sono tre fronti aperti allo stesso momento, e l'uno contribuisce a rendere l'altro piu difficile da affrontare. Il governo è finito in un vicolo cieco anche perchè la popolazione non ce la fa più, e dice "ne abbiamo abbastanza" e farà resistenza a qualsiasi misura che verrà presa per affrontare la situazione. Questa è la causa principale che crea incertezza politica ed economica.Lei pensa che il governo Tsipras ha gli strumenti per reagire o verrà travolto? Quale consiglio darebbe al governo attuale?
Purtroppo il governo, al fine di compiacere le sue clientele, ha aumentato le tasse senza tagliare le spese, non solo: ha ricominciato a distribuire mance a gruppi che sono elettoralmente importanti, e questo è sbagliato, perché l'economia ha bisogno di spazio per sopravvivere, non possiamo sopportare altre tasse, questo è l'errore fondamentale del governo: avviare manovre che si basano sull'inasprimento fiscale e non sui tagli alle spese.
Qual è la situazione del settore bancario? La Bce dice che le banche greche sono solide, che non hanno bisogno di aumenti di capitale, ma il loro valore in borsa è crollato più che in qualunque altro Paese europeo.
Ci sono molte ragioni, la prima è l'incertezza politica, un premio di rischio che noi paghiamo, la seconda ragione è che non abbiamo ancora raggiunto un accordo sui prestiti deteriorati, abbiamo bisogno di un accordo per ristrutturare questi debiti che sono una zavorra insopportabile per il settore bancario, e terzo dobbiamo chiudere l'accordo con l'Unione europea. Se queste tre condizioni fossero soddisfatte non credo che le banche greche avrebbero problemi. E potrebbero contribuire alla crescita. Altrimenti, temo che nel giro di un anno torneremo a parlare di grexit
Lei ha la sensazione che in Germania qualcuno abbia ancora interesse a spingere la Grecia fuori dall'euro?
Ad un certo punto è stata la Merkel a valutare che la cosa migliore era tenere la Grecia nell'euro piuttosto che affrontare i rischi connessi di una grexit. Sono convinto che la cancelliera voglia che noi restiamo dentro, Schauble è tutta un'altra questione: sono convinto che avrebbe realmente preferito lasciare andare la Grecia.
Oggi la Merkel è nel mirino a causa della crisi dei migranti e rischia di perdere il potere, e questo per la Grecia è un rischio aggiuntivo. Ancora una volta la crisi migratoria rischia di compromettere il futuro di Atene nell'euro, se salta la Merkel si riaprono i giochi?
È vero. Penso che la Merkel abbia voluto strumentalmente tenere dentro la Grecia, e le è utile coinvolgere Atene nella gestione di questa crisi migratoria per poter controllare l'opionione pubblica tedesca, e i governi dell'Europa orientale. Per noi è vitale restare agganciati all'Europa e quindi è cruciale firmare l'accordo con i creditori finché la cancelliera è ancora al potere.