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Immigrazione

Aquarius, Gibilterra ritira la bandiera. Coordinatore nave: boom di morti colpa di Salvini

"Chiederemo aiuto alle autorità tedesche" La nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere è in mare da giorni. Offrono un approdo solo Barcellona - in contrasto con il governo spagnolo - e il sindaco di Napoli, De Magistris.

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Gibilterra ha ritirato la sua bandiera dalla nave Aquarius, dopo aver chiesto all'ong di abbandonare le attivitàdi salvataggio, per le quali non  è registrata in territorio britannico, e ritornare all'attività di ricerca.   

La nave, di proprietà tedesca, nel 2009 era stata registrata a Gibilterra per fare ricerca, ma dal 2016 era stata noleggiata da Sos Mediterranee e Mdecins sans Frontires per attività di salvataggio, hanno spiegato le autorità del territorio britannico d'oltremare, aggiungendo di aver "invitato l'Aquarius a sospendere le operazioni di salvataggio nel giugno-luglio 2018".  

“La decisione equivale a una manovra politica volta a danneggiare il lavoro dell'Ong SOS Me'diterrane'e, che insieme a Medici Senza Frontiere (MSF) gestisce la nave”. Lo hanno detto gli stessi esponenti dell'Ong, ricordando in un comunicato che per due anni e mezzo ha rispettato tutti i requisiti normativi e ha superato le verifiche tecniche sulla sicurezza della nave, che è attualmente alla ricerca di un porto sicuro per i 141 migranti che ha tratto in salvo venerdì scorso in due distinte operazioni di soccorso nel Mediterraneo. 

“E' probabile che chiederemo alle autorità tedesche di battere bandiera della Germania visto che la nave precedente era immatricolata e di proprietà tedesca. In ogni caso chiederemo bandiera ad un altro Paese e almeno fino al 20 agosto faremo ancora riferimento a Gibilterra". Lo ha detto il coordinatore dei soccorsi della nave Aquarius, Nicola Stalla.  

  Stalla ha anche riferito che al momento la Aquarius, con a bordo 141 migranti,  è ancora in stand-by tra le acque maltesi e quelle italiane in attesa di un'autorizzazione per poter attraccare in un porto sicuro. Intanto sulla nave è emergenza malnutrizione come riferisce la ong Sos Mediterranee su twitter: "A bordo di #Aquarius la maggior parte delle 105 persone provenienti da #Eritrea e #Somalia soffre di #malnutrizione cronica. Stiamo fornendo cibo proteico arricchito con vitamine. Le persone sono ben idratate e il team medico monitora attentamente il loro stato".  

Secondo il coordinatore di Aquarius Nicola Stalla "Continuando a premere l'acceleratore sui porti chiusi alle navi Ong, il ministro Salvini mette in pericolo centinaia di vite umane. A causa della politica del vicepremier e del governo, tra giugno e luglio si  registrata un'impennata delle vittime: tra morti e dispersi 700 migranti hanno perso la vita durante vari naufragi nel Mediterraneo centrale". E il rischio  "che ci siano altri morti".   

Sull'Aquarius la situazione  "è stabile, ma potrebbe aggravarsi da un momento all'altro. Bisogna intervenire presto, con noi ci sono anche due donne incinte e due bimbi molto piccoli. E comunque i viveri non basteranno per più di una settimana", dichiara Stalla. "Aquarius e Open Arms sono le uniche navi ancora in grado di operare. Altre imbarcazioni delle Ong sono bloccate per motivi diversi: Seawatch e SeeEye, ad esempio, per motivi amministrativi sono bloccate nel porto di Malta, ma non sappiamo altro".  

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