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ECONOMIA

Assemble annuale

Ance, il presidente Buia: l'edilizia "socia al 50% del Pnrr"

L'associazione costruttori: travolti dallo tsunami pandemia, pronti a ripartire. Dei 222 miliardi del Pnrr, 108 impattano sul settore ma manca manodopera e le materie prime sono rincarate anche più del 200%

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"Dall'inizio della crisi del 2008, siamo stati travolti da uno tsunami che ci ha portato, nel 2016, a un crollo complessivo del 38%. Oggi siamo ancora a - 35%. E adesso occorre risalire la cima rapidamente se vogliamo tornare in soli 3 anni ai livelli pre crisi". E' l'obiettivo che indica il presidente dell'Ance, Gabriele Buia, nella relazione all'assemblea annuale dell'associazione, "ma le regole del gioco devono essere fortemente rinnovate sia dal punto di vista della politica industriale di settore che da quello finanziario e fiscale", sottolinea.

"Abbiamo appena cominciato a risalire la china. Le occasioni ci sono. Il Pnrr prevede la realizzazione di centinaia di interventi di tutti i livelli: grandi infrastrutture, manutenzione, messa in sicurezza di città e territori", afferma Buia, nella relazione all'assemblea annuale. "Opere che possono essere affidate ognuna in base al proprio grado di complessità e di specificità senza accorpamenti forzosi. Quelli - avverte - che rischiano di snaturare il mercato, di svilire competenze e di impedire la crescita delle imprese".

 Il Pnrr, su un totale di 222 miliardi, impatta per ben 108 miliardi sul settore delle costruzioni: "possiamo dire di essere soci al 50% del Pnrr" aggiunge il presidente dell'Ance,  "Una scelta importante che ci rende protagonisti di una nuova stagione di investimenti nel settore delle costruzioni, tornati a essere, finalmente, l'asse portante della crescita italiana".

"Aver spento per lungo tempo il motore del nostro settore è costato a tutta l'economia italiana, non solo a noi, un prezzo altissimo, in termini di mancata crescita e degrado di territori e infrastrutture. I ritardi accumulati hanno dimensioni terribili: in 20 anni il nostro Pil è cresciuto solo del 4% contro il 36% della Spagna, il 27% della Francia e il 26% della Germania", ricorda Buia. E adesso, "se non vogliamo pregiudicare le opere del Pnrr bisogna far fronte all'aumento smisurato del costo delle materie prime e alla loro carenza. Un fenomeno che Ance segnala da un anno".

L'Ance segnala che il costo dell'acciaio ha subito negli ultimi mesi un'impennata di prezzo del 243%, le plastiche sono aumentate del 100%, l'energia del 225 per cento. Altra urgenza da affrontare per i costruttori è la scarsità di manodopera e di figure professionali, con un fabbisogno di almeno 265mila unità tra operai, professionisti e tecnici specializzati.

Serve, inoltre, "la proroga al 2023 per il superbonus del 110%, compresi gli incentivi per la demolizione e ricostruzione, e almeno al 2022 per tutti gli altri bonus edilizi', chiede l'Ance tramite il suo presidente Gabriele Buia, che si riferisce alla legge di Bilancio cui sta lavorando in queste ore il governo: "Serve chiarezza sulla durata e la modalità di utilizzo di tutti i bonus edilizi. Dobbiamo poter programmare gli interventi".

In un solo anno, ha ricordato Buia, "sono stati effettuati interventi su 6mila condomini contro i mille effettuati in sei anni di ecobonus al 65%. Rispetto al vecchio ecobonus, il 110% 'permette di ridurre le emissioni di Co2 di circa il 28% in più sul singolo immobile". 

Serve quindi una soluzione per far fronte al caro materiali e la riduzione del cuneo fiscale: "Ridurre il costo del lavoro in edilizia è necessario per contrastare il dumping contrattuale e favorire l'assunzione dei giovani', ha spiegato Buia. Ma "sul tema della sicurezza non possono esserci ambiguità. I morti sul lavoro sono una ferita inaccettabile per il Paese e per ognuno di noi. La sicurezza non può essere un optional, ma deve essere un diritto/dovere per tutti", dice il presidente Ance.

"Come settore tanto è stato fatto con risultati importanti in termini di prevenzione e di formazione, ma ancora non basta - sottolinea Buia -  Mi rivolgo quindi alle organizzazioni sindacali: siamo pronti ad accogliere proposte e a valutare insieme nuove soluzioni e processi per rendere ancora più sicuri i nostri cantieri". 

"Qualunque accordo in tal senso - dice Buia - deve coinvolgere imprese, lavoratori e istituzioni, nessuno escluso. La battaglia contro gli infortuni si vince solo in tre, diffondendo la cultura della sicurezza e promuovendo la formazione, insieme a scuole e Università, non certo introducendo ulteriori sanzioni o patenti. Per questo proponiamo un Patto di cantiere nel quale imprese e lavoratori si impegnano ad adottare comportamenti adeguati e a seguire scrupolosamente le misure di prevenzione con la collaborazione delle istituzioni, degli organismi di controllo e degli enti bilaterali di settore", è la proposta del presidente dell'Ance Gabriele Buia.
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