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MONDO

Uno dei sospettati rilasciato

Francia. Fonti investigative: 18enne confessa attacco per caricature Maometto

Ali H. pensava di agire contro la redazione di Charlie Hebdo, che invece si è trasferita in un luogo segreto e ultra protetto da ormai 4 anni. Il suo progetto iniziale era di dare fuoco all'edificio. "È la prova che non bisogna abbassare la guardia sul rischio terrorismo in Francia malgrado l’epidemia Covid" ha detto, in un'intervista a 'Repubblica', Patrick Pelloux, storica firma di Charlie Hebdo

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Ali H., il 18enne pakistano principale sospettato dell'attacco all'arma bianca che ha causato due feriti nei pressi dell'ex redazione di Charlie Hebdo a Parigi, si è "assunto la responsabilità" della sua azione, legandola alla ripubblicazione delle caricature di Maometto decisa dal giornale satirico in concomitanza con l'inizio del processo per l'attentato del 2015. Lo riferiscono fonti vicine alle indagini, secondo le quali il giovane ha dichiarato "odiavo quelle caricature del profeta Maometto". Le Monde riferisce, inoltre, che nell'interrogatorio il 18enne ha riconosciuto la "dimensione politica del suo gesto". Non parla bene né il francese né l'inglese, ma in sostanza ha spiegato che il suo atto è stato deliberato e ponderato.

Ali H ha anche dichiarato agli inquirenti che pensava di agire contro la redazione di Charlie Hebdo, che invece si è trasferita in un luogo segreto e ultra protetto da ormai 4 anni. Il pachistano avrebbe dichiarato di aver perlustrato a più ripresa la zona prima di passare all'azione e la presenza di una bottiglia di alcool ieri nella sua borsa sarebbe dovuta al suo iniziale progetto di incendiare l'edificio.

E' stato scarcerato intanto il secondo uomo fermato poco dopo l'attacco. Una fonte giudiziaria ha spiegato che l'uomo, fermato nelle vicinanze del luogo dell'attacco, non ha a che fare con quanto accaduto. La stessa fonte ha riferito che è stato fermato nella notte un ex coinquilino del principale sospettato. Il caso viene seguito dalla procura antiterrorismo di Parigi che ha aperto un'inchiesta per "tentato omicidio in relazione a un'azione terroristica, associazione terroristica criminale".

Le persone fermate sono sette: il principale sospettato, un 18enne pakistano; cinque persone - nate tra il 1983 e secondo quanto trapelato di origine pakistana - durante una perquisizione a nord di Parigi in quella che è considerata l'abitazione del 18enne e il suo ex coinquilino.

Algerino ha tentato di fermare assalitore
L'uomo scarcerato è un algerino di 33 anni. E' stato rimesso in libertà dopo che è stato accertato che non si trattava di un complice, ma di un passante che ha tentato di fermare l'assalitore mentre feriva a colpi di mannaia due persone. Gli investigatori - vedendo alcune registrazioni in cui discuteva animatamente con il 18enne - pensavano che stesse partecipando all'attacco. Il legale dell'algerino ha spiegato alle forze dell'ordine che il suo "assistito non aveva alcun legame" con il fermato. Anzi, si "è comportato da eroe".

Pelloux: "Non abbassare guardia sul rischio terrorismo malgrado epidemia Covid"
"È la prova che non bisogna abbassare la guardia sul rischio terrorismo in Francia malgrado l’epidemia Covid". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Patrick Pelloux, storica firma di Charlie Hebdo. "Nuovo attacco? Non sono sorpreso. Da quando è cominciato il processo sugli attentati, a inizio settembre, c’è stato un nuovo proclama di Al Qaeda e il solito diluvio di odio sui social. Anche se sappiamo poco delle motivazioni dell’assalitore personalmente ho pochi dubbi", ha aggiunto.

Ripubblicare le vignette su Maometto "Si chiama libertà di espressione. I fondamentalisti islamici non devono cancellare i nostri principi". "La polizia è intervenuta subito, riuscendo a fermare l’autore e forse il suo complice. Charlie Hebdo non lavora più in quella strada dal 2015", ha aggiunto.

Darmanin: "Rafforzata protezione sinagoghe per lo Yom Kippur"
Il ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin ha annunciato su France2 di aver "dato direttive perché la protezione delle sinagoghe venga rafforzata" questo fine settimana per lo Yom Kippur, la ricorrenza religiosa ebraica che viene celebrata tra domani sera e lunedì sera.

Presunto assalitore non mostrava segni "radicalizzazione"
Il 18enne pakistano, principale sospettato dell'attacco all'arma bianca che ha ferito due persone, a Parigi, vicino l'ex sede di Charlie Hebdo, non aveva mostrato "alcun segno di radicalizzazione"
durante il suo affidamento ai servizi di assistenza sociale per minori. Lo ha reso noto il consiglio dipartimentale della Val-d'Oise.Il ragazzo, fermato poco dopo l'attentato vicino place de la Bastille, era stato preso in carico dai servizi sociali "al suo arrivo in Francia nell'agosto 2018" e da allora "non aveva mostrato alcun segno di radicalizzazione".

Lamorgese: "Rinsaldare impegno comune contro violenza"
Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha inviato una lettera al ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, per manifestare la sua vicinanza e la sua solidarietà nei confronti delle persone ferite e del popolo francese. "Questo ennesimo sanguinoso episodio - ha scritto il ministro al collega francese - ripropone tragicamente il tema della sicurezza dei nostri Paesi e impone di rinsaldare ulteriormente il nostro comune impegno contro ogni tipo di odio e di violenza".

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