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POLITICA

Concessioni

Autostrade, Renzi: Italia Viva in Parlamento voterà contro la revoca

Il 2 gennaio Di Maio aveva rimarcato che nel decreto Milleproroghe "abbiamo finalmente inserito una norma che riguarda le concessioni di Autostrade per l’Italia. Ci permetterà di revocare le concessioni ai Benetton". L'ad di Autostrade, Tomasi: "Pronti a trattare con il governo"

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Restano distanti le posizioni delle diverse forze di governo sulla questione della revoca delle concessioni ad Autostrade. Un dibattito lungo, esploso dopo la tragedia del Ponte Morandi dove persero la vita 43 persone, fatto di confronti piuttosto accesi, che ancora non ha tovato una quadra.

Italia Viva non si scosta dalle sue posizioni. Sulla revoca delle concessioni "abbiamo già votato contro in Cdm. Voteremo contro in Parlamento. Perché punire chi ha sbagliato sul Morandi o altrove è sacrosanto. Fare invece leggi improvvisate che fanno fuggire gli investitori internazionali è un assurdo". Lo ha detto il leader della formazione politica, Matteo Renzi, in un'intervista al Messaggero. "Fare trattative segrete e magari liquidare con miliardi di euro Autostrade sarebbe ridicolo. Se sono colpevoli li paghi? Alla fine si arriverebbe al paradosso che pur di far vincere una battaglia di immagine ai 5Stelle, gli italiani dovrebbero pagare loro miliardi ai Benetton".

Di Maio: "Come mai non si sono scandalizzati quando è crollato il Ponte Morandi?"
Solo 3 giorni fa, il 2 gennaio, il ministro degli esteri, nonchè capo politico dei 5Stelle aveva ribadito che nel decreto Milleproroghe "abbiamo finalmente inserito una norma che riguarda le concessioni di Autostrade per l’Italia. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso, per alcune infrastrutture italiane ma anche in generale, che ci permetterà di revocare le concessioni ai Benetton".

Sulle polemiche di queste settimane, tra le diverse forze politiche di governo, sulla spinosa questione della revoca delle concessioni ad Autostrade, Di Maio replica: "Tutti si sono scandalizzati, perché quando abbiamo messo questo decreto in Gazzetta è crollato il titolo in Borsa di Atlantia, ma come mai non si sono scandalizzati allo stesso modo quando è crollato il ponte Morandi?".

Tomasi: "Autostrade pronte a trattare con il governo"
Autostrade per l'Italia è pronta a trattare con il governo per salvare la concessione ed evitare che "sia distrutto un patrimonio industriale del Paese". L'amministratore delegato Roberto Tomasi tenta la carta del dialogo per mitigare il confronto in corso da tempo con l'esecutivo sulla possibile revoca e riacceso di recente dalla norma inserita nel Milleproroghe. E lo fa sottolineando che la posta in gioco è molto alta: cioè il rischio fallimento. Con possibili ripercussioni anche sulla controllata Atlantia. Che ha appena incassato il taglio del rating da parte di Moody's (anche per Aspi e Adr), e che ha iniziato il 2020 bruciando altri 360 milioni di capitalizzazione in appena tre giorni.

"Con la revoca e un indennizzo ridotto rischiamo il fallimento", dice chiaramente Tomasi in un'intervista al Corriere della Sera. Nel mirino c'è l'articolo 35 del Milleproroghe, che allarma non solo Aspi ma tutte le concessionarie e di fronte al quale il cda di Autostrade, riunitosi venerdì, ha confermato la posizione già espressa il 22 dicembre: se non sarà fatto un passo indietro, si andrà alla risoluzione automatica della Convenzione unica, è il 'warning' al Governo di Aspi, che ricorda anche come già nel 2006 l'Ue abbia sancito che i contratti di concessione non sono modificabili in modo unilaterale.

La norma prevede, in caso di revoca, oltre all'affidamento temporaneo ad Anas (per la quale tra l'altro circolano voci di un possibile cambio al vertice), anche il taglio dell'indennizzo, che passerebbe nel caso di Aspi da 23 miliardi a 7. Ma proprio sulla base di quell'indennizzo (calcolato sul valore dei flussi di cassa, come avviene per altre concessionarie europee) le concessionarie si sono indebitate presso le banche: Aspi, nello specifico, ha linee di credito aperte per 10,5 miliardi con Cdp, Bei e i principali istituti finanziari del Paese, oltre ad un bond per finanziare investimenti in mano a 17 mila obbligazionisti.

La revoca avrebbe inoltre "gravi" conseguenze anche per "decine di migliaia di risparmiatori, oltre che per 7 mila dipendenti e per l'indotto", avverte Tomasi, che quindi auspica "una giusta soluzione negoziale". Un accordo che "coniughi l'interesse pubblico, i diritti di chi fa impresa e lo Stato di diritto", puntualizza il manager, secondo il quale un'intesa di questo tipo è "possibile e doverosa". Il messaggio è stato dunque lanciato e l'auspicio è ora che il canale di dialogo operativo aperto nei giorni scorsi con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti possa evolvere in un dialogo anche sulla concessione.

Anche se il tempo stringe e il Governo potrebbe prendere una decisione sulla revoca in uno dei primi cdm dopo la Befana. Intanto, nell'ambito del confronto avviato col Mit, dopo aver anticipato gli investimenti in manutenzione e dato impulso al piano di controllo delle gallerie, Autostrade ha attivato oggi anche un "piano straordinario" per la A14, dove durante i rientri dalle festività è previsto traffico intenso anche a causa dei viadotti sequestrati dall'autorità giudiziaria: gli automobilisti potranno chiedere rimborsi in caso di criticità del traffico nelle giornate del 5, 6 e 7 gennaio.
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