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TECH

Sfida a hacker

Il Cdm approva la nomina di Roberto Baldoni alla guida dell’agenzia per la Cybersecurity

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Il Consiglio dei ministri ha approvato la nomina di Roberto Baldoni alla guida dell'agenzia per la Cybersecurity. Lo si apprende da fonti governative. Il prefetto Alessandro Guidi, spiegano le stesse fonti, andrà al Dis al posto di Baldoni.
 
Baldoni all'Agenzia cybersicurezza, sfida a hacker
E' Roberto Baldoni il direttore della nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale targata Mario Draghi. Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla nomina di colui che, fino ad oggi, ha ricoperto l'incarico di vicedirettore del Dis dove ha portato la sua esperienza in fatto di sicurezza cibernetica. Il governo, quindi, concretizza il disegno di un'agenzia ad hoc che viene istituita proprio all'indomani dell'attacco hacker che ha bloccato il sistema della Regione Lazio. La sfida, per Baldoni, non è delle più facili: c'è da recuperare un ritardo pluriennale dell'Italia nella difesa della sua rete informatica.

L' Agenzia partirà con una squadra di 300 dipendenti, che potrebbero aumentare fino a 800 da qui al 2027. In prima linea ci sarà il Nucleo per la sicurezza cibernetica, una sorta di pronto intervento nei primi, delicati, momenti delle situazioni di crisi.
 
L' Agenzia sarà, a dispetto della Fondazione che aveva in mente l'ex premier Giuseppe Conte, un organo distaccato dall'intelligence italiana, essendo sotto la responsabilità del presidente del Consiglio. E a dirigerla sarà Baldoni.
 
Romano, cinquantenne, con studi in ingegneria dell'informazione e diverse esperienze in atenei esteri, Baldoni è uno dei massimi esperti italiani in fatto di sicurezza cibernetica. E a lui era stato affidato dal Dis il compito di costruire il Perimetro per la sicurezza nazionale cibernetica, durante il Conte-bis. Ora il passaggio all'Agenzia, mentre a sostituirlo ai Servizi arriva il prefetto Alessandra Guidi.
 
La sfida di Baldoni sarà innanzitutto quella di centralizzare lo scudo agli attacchi hacker per i sistemi informatici degli enti pubblici. L'obiettivo è accompagnare l'istituzione di un "cloud nazionale" uniformando quindi la sicurezza cibernetica nella penisola, finora segnata dalla regionalizzazione. Il tema, del resto, non potrebbe essere più attuale ed è stato al centro del G20 sulla digitalizzazione tenutosi a Trieste.
 
"Stiamo colmando, grazie al sottosegretario Franco Gabrielli, il gap di qualche anno in pochi mesi. E’ più un tema di risorse umane e skills che di soldi", ha spiegato il ministro per l'Innovazione e la transizione digitale Vittorio Colao.  "Bisogna alzare le dimensioni dei nostri data center e raggiungere una scala che permetta una difesa efficace, bisogna migliorare i processi organizzativi e i controlli nel mondo privato e anche nel mondo pubblico, e accelerare la migrazione al "cloud"", ha aggiunto il ministro.
 
Il governo, insomma, sulla sicurezza digitale prova a cambiare marcia. Sfruttando anche il Piano di Ripresa e Resilienza, nel quale il digitale è tra i temi centrali: sono 600 i milioni a disposizione per il comparto.
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