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MONDO

Elezioni

Bielorussia, Lukashenko vince le presidenziali con l'80,23 per cento dei voti

6,8 milioni di elettori sono stati chiamati a votare il presidente, dopo una campagna elettorale caratterizzata dalla dura repressione dell'opposizione, messa in atto dal leader Aleksander Lukashenko

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Il presidente in carica della Bielorussia Alexander Lukashenko ha vinto le elezioni presidenziali con l'80,23% dei voti, mentre la sua sfidante Svetlana Tikhanovskaya ha ricevuto il 9,9% dei voti. Lo ha riferito Lidia Yermoshina, presidente della Commissione elettorale centrale bielorussa, citata da Interfax.

Sono valide le elezioni in Bielorussia, dove da martedì si vota per le presidenziali. Oggi è stato l’ultimo giorno utile.  Lo ha annunciato la presidente della Commissione elettorale centrale (Cec), Lidia Yermoshina, che in precedenza, quando tutte le regioni avevano superato la soglia del 50% tranne la capitale Minsk, aveva annunciato comunque che il voto era "valido". Alle 18 ha votato il 79% degli elettori e secondo un exit poll il presidente Lukashenko avrebbe ottenuto il 79,7% dei voti, mentre la sfidante, leader dell'opposizione, Svetlana Tikhanovskaya sarebbe al 6,8%.

Tikhanovskaya: la maggioranza è con me
Svetlana Tikhanovskaya è convinta che "la maggioranza" dei suoi concittadini la sostenga e non crede alle indicazioni ufficiali che danno il presidente uscente, Alexander Lukashenko, decisamente in testa. "Credo a quello che vedono i miei occhi e vedo che la maggioranza è con noi", ha detto. La sua è la prima reazione alla diffusione degli 'exit poll' dopo il voto. In serata, a Minsk e in altre città bielorusse sono iniziati gli scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine.

Imponenti proteste a Minsk, scontri e arresti
Diverse persone sono state ferite a  Minsk, capitale della Bielorussia, durante l'intervento della polizia  in occasione della protesta organizzata contro quella che si profila  come una vittoria del presidente Alexander Lukashenko alle elezioni presidenziali di questa domenica. La polizia ha utilizzato granate stordenti e ha disperso i manifestanti. Proteste anche davanti alle ambasciate della Bielorussia in Russia, Ucraina e Polonia.

Lunghe file ai seggi. Minsk, "provocazione"
Ci sono state lunghe file di elettori, davanti ai seggi, a Minsk, per il voto per le presidenziali. A due ore dalla chiusura della giornata elettorale, la commissione elettorale ha parlato di "provocazione" e "sabotaggio" da parte dell'opposizione. La candidata Svetlana Tikhanovskaya, la rivale a sorpresa del presidente Lukashenko, ha infatti invitato i bielorussi a non utilizzare il voto anticipato -che si è svolto da martedì a sabato- ma a votare in massa domenica per ridurre il rischio di frodi, ritenendo più difficile falsificare le schede nelle ore immediatamente precedenti all'apertura delle urne. Proprio nelle ore finali del voto, si sono formate code impressionanti davanti a molti seggi elettorali e persino davanti all'ambasciata bielorussa a Mosca.
 
In corsa dopo 26 anni
Il presidente Aleksandr Lukashenko, che governa il Paese col pugno di ferro dal 1994 ed è soprannominato "l'ultimo dittatore d'Europa", corre per il suo sesto mandato da capo dello Stato. 

I candidati dell’opposizione
I candidati sono in tutto cinque, ma la principale rivale di Lukashenko è considerata l'ex casalinga Svetlana Tikhanovskaya, entrata in politica dopo che suo marito Sergey Tikhanovsky, un noto blogger e oppositore, è finito in carcere con accuse ritenute da molti di matrice politica e gli è stata così impedita la candidatura. In questi mesi si sono registrate diverse proteste di massa contro Lukashenko. Decine di migliaia di persone e altri oppositori di spicco sono stati arrestati o si sono visti negare la richiesta di candidatura. 
 
L’ex casalinga vota acclamata dalla folla
Ed oggi Svetlana Tikhanovskaya, la principale rivale del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha votato in un seggio di Minsk, acclamata dalla folla che le urlava, "ben fatto Sveta". "Voglio davvero un'elezione onesta, ecco perché la chiedo" ha detto la Tikhanovskaya dopo aver votato. Già nei giorni scorsi, era stato denunciato il rischio di "una frode spudorata" al voto.
  
Alleata di Tikhanovskaya lascia il Paese
Ma che la situazione Bielorussia sia tesa lo dice la notizia che Veronika Tsepkalo, una delle principali alleate della dissidente Svetlana Tikhanovskaya ha lasciato il Paese temendo di essere arrestata. Lo riportano delle fonti riprese dalle agenzie di stampa russe Interfax e Ria Novosti. Voci del suo arresto giravano già da ieri.
 
Veronika Tsepkalo e il tris di donne
Veronika Tsepkalo è la moglie di Valery Tsepkalo, un ex ambasciatore diventato uno dei più importanti oppositori dell'"ultimo dittatore d'Europa" Aleksandr Lukashenko. Le autorità hanno impedito a Valery Tsepkalo di candidarsi alle presidenziali e lui è fuggito all'estero temendo di essere arrestato. Veronika Tsepkalo, così come Maria Kolesnikova, la responsabile della campagna elettorale di Viktor Babaryko, altro dissidente finito dietro le sbarre e che non ha potuto candidarsi, si sono alleate con Svetlana Tikhanovskaya creando un trio di donne che in queste settimane è stato il principale gruppo politico anti- Lukashenko.
 
Fermati giornalisti tv indipendente russa
In questo clima a Minsk sono stati fermati dalla polizia due giornalisti dell'emittente indipendente russa Dozhd, Vladimir Romensky e Vasily Polonsky e il loro cameraman Nikolai Antipov. La notizia arriva dal canale Telegram Nexta Live, che ha pubblicato un video del fermo dei reporter. Il video mostra persone in abiti civili e maschere che spingono sull'asfalto i giornalisti e li portano via. I reporter, secondo l’emittente Dozhd, sarebbero stati bloccati dopo aver parlato con Maria Kolesnikova, responsabile politica del dissidente Viktor Babaryko.
 
Ong: 60 fermati nel giorno del voto 'Tra cui 30 osservatori elettorali' 
Il giorno delle elezioni presidenziali in Bielorussia sono state fermate oltre 60 persone, tra cui 30 osservatori elettorali. Lo riferisce il centro per i diritti umani Vesna ripreso dalla tv russa Dozhd.

Il presidente: “nessuna repressione”
Nessuna repressione. Lo ha dichiarato in giornata il presidente bielorusso Aleksander Lukashenko. "Nessuno- ha detto- ha condotto una repressione in violazione della legge e nessuno la condurrà. Rispettate la legge".
 
La sua popolarità
La popolarità di Lukashenko è considerata in netto calo a causa dei problemi economici e della pessima gestione dell'epidemia di Covid-19, da lui bollata come "una psicosi". L'attuale presidente resta però il favorito, anche perché può probabilmente contare su brogli e irregolarità nel voto. Dalle elezioni Lukashenko rischia comunque di uscire politicamente indebolito.   



 
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