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MONDO

Bielorussia

Putin, formate unità di sicurezza per aiutare Minsk su richiesta di Lukashenko

Il presidente russo: "Non interverranno se in Bielorussia non ci sarà violenza". Ma invita il presidente bielorusso ad ascoltare la piazza. 

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La Russia ha costituito, su richiesta del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, "unità di riserva delle forze di sicurezza" pronte a intervenire. Lo ha detto Vladimir Putin nel corso di un'intervista in tv. "Le forze russe non verranno impiegate fino a che elementi estremisti della Bielorussia non oltrepasseranno i limiti, non cominceranno atti di violenza", ha detto Putin. Lo riportano i media russi.

Il presidente russo ha affermato che la posizione di Mosca sugli sviluppi in Bielorussia è molto più neutrale di quella di altri Paesi. "A mio parere, il nostro comportamento in relazione agli eventi in Bielorussia è molto più riservato e neutrale rispetto a quello di altri Paesi europei e degli Usa", ha detto in un'intervista televisiva.

Per quanto riguarda l'arresto dei 33 cittadini russi in Bielorussia, accusati da Minsk di essere mercenari della Wagner, è stata un'operazione condotta dai servizi segreti ucraini e americani, ha sostenuto Putin. Secondo il presidente russo, "non erano lì per destabilizzare la situazione in Bielorussia", "Questa è stata un'operazione congiunta delle agenzie di intelligence ucraine e americane. Questo è noto a un buon livello di certezza ora. Alcuni partecipanti a questo processo, osservatori, persone bene informate ormai non lo nascondono nemmeno".

E il presidente bielorusso Lukashenko alza il tiro: "Attualmente stiamo assistendo a una fase di quella che, francamente, definirei guerra ibrida contro la Bielorussia. Come posso descriverla altrimenti? I mass media e lo spazio dell'informazione sono stati colpiti da questa lotta, una guerra tra le parti opposte. Ed è iniziato il massacro diplomatico contro di noi, anche al più alto livello", ha dichiarato Lukashenko, come riporta Interfax. Il presidente ha osservato che "i vicini instabili" della Bielorussia non solo dichiarano apertamente la loro posizione riguardo alla ripetizione delle elezioni nel Paese, ma iniziano anche a interferire negli affari interni, a fare pressione sulle autorità. "C'è una guerra diplomatica", ha sottolineato ancora il presidente bielorusso, aggiungendo che il Paese è ora costretto a spendere un sacco di soldi per stabilizzare la situazione ai confini occidentali, dove sono state trasferite alcune unità militari. "Vedete queste dichiarazioni che se la Bielorussia si disgregherà la regione di Grodno andrà alla Polonia? Ne parlano già in pubblico. Lo vedono nei loro sogni. Ma non gli riuscirà di fare nulla in questo senso, lo so per certo", ha tuonato il leader bielorusso.

Putin però frena: le autorità bielorusse devono tenere conto delle proteste di strada in corso, ha detto il presidente russo: "Crediamo che tutti i partecipanti a questo processo [la crisi in Bielorussia] avranno abbastanza buon senso per trovare una via d'uscita con calma, senza estremismi", ma "naturalmente se la gente è scesa in strada, bisogna tenerne conto, ascoltarla, reagire". Secondo Putin, "è chiaro che ci sono problemi interni in Bielorussia, altrimenti la gente non scenderebbe in piazza". "Nel complesso la situazione sta migliorando. Spero che tutti i problemi - ed è chiaro che ci sono o la gente non scenderebbe in strada - siano risolti nell'ambito della costituzione, legalmente e pacificamente", ha detto nel corso dell'intervista.

Intanto Lukashenko ha detto di aver discusso la questione del rifinanziamento del debito bielorusso per un importo di 1 miliardo di dollari con il leader russo Vladimir Putin. "Abbiamo concordato che oggi il nostro Primo Ministro terrà colloqui con il premier russo Mikhail Mishustin sul rifinanziamento", ha dichiarato Lukashenko, secondo quanto scrive Ria Novosti. Come ha spiegato Lukashenko, si tratta di rifinanziare quest'anno 1 miliardo di dollari del debito della Bielorussia. "Vale a dire che manterremo questo miliardo di dollari nel nostro Paese. E sarà un buon rafforzamento della nostra moneta nazionale", ha aggiunto.

La Nato con la Bielorussia
"Osserviamo molto attentamente gli sviluppi in Bielorussia. Una crisi che avviene ai nostri confini. Ovviamente spetta al popolo bielorusso decidere del suo futuro. Tutti i partner della Nato sostengono una Bielorussia indipendente". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a Berlino, a margine di una bilaterale con Angela Merkel, ribadendo che non c'è "alcun pretesto per misure dall'esterno, che sarebbero del tutto ingiustificate".

Di Maio auspica dialogo
Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo bielorusso, Vladimir Makei, incentrata sull'attuale situazione politica in Bielorussia. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Il Ministro Di Maio ha sottolineato che l'Italia sta seguendo con attenzione e preoccupazione gli eventi in Bielorussia ed è impegnata insieme all'Unione Europea per abbassare le tensioni e cercare di prevenire ulteriori repressioni a danno della popolazione, in particolare dei manifestanti pacifici. Ha poi sottolineato l'importanza di elezioni libere ed eque. Il titolare della Farnesina ha ribadito al suo interlocutore che l'Italia auspica che possa svilupparsi un dialogo autentico e costruttivo tra il Presidente Lukashenko e le opposizioni, in cui vengano riconosciute le legittime aspirazioni dei cittadini bielorussi e che permetta di trovare una soluzione sostenibile per il bene del Paese partendo da misure quali la liberazione dei prigionieri politici.
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